8 settembre 2015 ore: 17:03
Immigrazione

Rifugiati siriani, oltre 4 milioni vivono nei paesi vicini. "Ultimi mesi terribili"

Sono 4.088.099 quelli accolti nei paesi confinanti: Turchia, Libano, Giordania, Iraq, Egitto e diversi paesi del Nord Africa. Solo il 12% vive in campi profughi formali. Unhcr: peggioramento delle condizioni di vita spinge migliaia di persone a raggiungere l’Europa
Rifugiati provenienti dalla Siria

ROMA - Mentre la crisi in Siria entra nel suo quinto anno senza alcun segno di una soluzione politica in vista, la disperazione aumenta e la speranza va esaurendosi: il peggiorare delle condizioni di vita spinge migliaia di siriani a rischiare il tutto per tutto, intraprendendo pericolosi viaggi verso l'Europa. Lo denuncia l'Unhcr. "All'interno della Siria, gli ultimi mesi sono stati terribili. I combattimenti si sono intensificati in quasi tutti i governatorati, con un incremento degli attacchi con razzi e colpi di mortaio su Damasco, delle esplosioni di veicoli in grandi città come Lattakia, Aleppo, Homs, Hassakeh e Qamishli, e pesanti bombardamenti a Zabadani e nell’area rurale di Damasco. Le rappresaglie che ne conseguono provocano la fuga di migliaia di persone".  Più della metà della popolazione vive in condizioni di estrema povertà. 

I rifugiati nei paesi vicini sono già 4,08 milioni - la stragrande maggioranza dei quali vive al di fuori dei campi formali – e per molti di loro la speranza va diminuendo man mano che affondano nella povertà assoluta. Recenti studi condotti in Giordania e Libano, riferisce l'Alto commissariato, hanno riscontrato "un marcato aumento della vulnerabilità dei rifugiati, che si accompagna a una riduzione dei finanziamenti per i programmi in loro favore".  Dei 4.088.099 rifugiati siriani registrati nei paesi confinanti con la Siria, 1.938.999 in Turchia, 1.113.941 in Libano, 629.266 in Giordania, 249.463 in Iraq, 132.375 in Egitto e 24.055 in diversi paesi del Nord Africa. Solo il 12% dei rifugiati in tutta la regione vive in campi profughi formali.

Giordania. La situazione per più di 520 mila siriani che vivono al di fuori dei campi profughi del paese è sempre più grave. L'86% di coloro che si trovano in aree urbane e rurali vive sotto della soglia di povertà, avendo esaurito i risparmi o altri beni di cui precedentemente disponevano. Più della metà di tutte le famiglie di rifugiati si ritrova molto indebitata; queste famiglie stanno prendendo misure sempre più estreme per farcela, ad esempio riducendo la quantità di cibo o inviando membri della famiglia - compresi i bambini - a chiedere l'elemosina.

Libano.  Il 70% delle famiglie di rifugiati siriani vive ben al di sotto della soglia di povertà nazionale – rispetto al 50% nel 2014. Sempre più rifugiati stanno comprando cibo a credito, ritirano i bambini da scuola e ricorrono all'elemosina.

I siriani, spiega l'Unhcr, si trovano ad affrontare difficoltà sempre maggiori per trovare sicurezza e protezione nei paesi vicini, i quali, di fronte alla presenza di un numero imponente di rifugiati, di insufficienti misure di supporto a livello internazionale e a problemi di sicurezza, hanno preso da quest'anno provvedimenti per arginare il flusso di rifugiati, per esempio limitando l'accesso alle frontiere, o controllandole in modo più serrato, o ancora introducendo requisiti onerosi e complessi nel caso in cui i rifugiati volessero prolungare il loro soggiorno.

Il Programma alimentare mondiale è stato costretto da questo mese a togliere l’assistenza alimentare a  229 mila rifugiati in Giordania,  in quella che è l'ultima in ordine di tempo e la più grave riduzione degli aiuti alimentari in tutta la regione nel corso di quest'anno a causa delle gravi carenze di finanziamento. Il Programma per i Rifugiati e la Resilienza in Siria per il 2015 è attualmente finanziato solo per il 37%. Sono colpiti tutti i settori del programma di aiuti. In tutta la regione, circa 700 mila bambini rifugiati siriani sono rimasti fuori dalla scuola nell'anno scolastico appena trascorso. Molto presto, molti rifugiati che vivono in alloggi con standard inferiori alla norma si troveranno ad affrontare un altro inverno in esilio.

© Copyright Redattore Sociale