26 luglio 2017 ore: 15:24
Immigrazione

Rifugiati, Ue: "ricollocamenti record". Più sforzi per alleggerire l’Italia

Rapporto della Commissione europea: in giugno 3 mila persone sono partite da Grecia e Italia. Complessivamente dall'Italia 7.873 relocation. E si entra nella seconda fase delle sanzioni al gruppo Visegrad. Programma non finirà a settembre 2017
Rifugiati. Seduti in fila per terra

- ROMA  - A giugno sono 2.000 le persone ricollocate dalla Grecia e quasi 1.000 dall'Italia. Un numero record secondo la Commissione europea, che ha reso noto oggi il 14esimo report sulle relocation: “Il fatto che la quasi totalità degli Stati membri abbia assunto impegni e proceda a regolari ricollocazioni fanno sperare che entro settembre sarà possibile ricollocare tutte le persone ammissibili. Tuttavia, sono necessari maggiori sforzi per accelerare i trasferimenti dall'Italia, soprattutto alla luce dell'attuale situazione nel Mediterraneo centrale – sottolinea la Commissione -. Nel frattempo si continuano a registrare buoni progressi in materia di reinsediamento e la Commissione ha lanciato un nuovo sistema di impegni per il reinsediamento delle persone più vulnerabili da Libia, Egitto, Niger, Etiopia e Sudan, in parallelo ai reinsediamenti dalla Turchia.” La Commissione ha adottato in data odierna la quattordicesima relazione sui progressi compiuti in materia di ricollocazione dei richiedenti asilo all'interno dell'Ue e di reinsediamento dei rifugiati provenienti da paesi terzi.

Il ritmo delle ricollocazioni è cresciuto negli ultimi mesi: dal novembre 2016 vi sono stati oltre 1000 trasferimenti al mese e nel giugno 2017 è stato raggiunta la cifra dei 3 000 trasferimenti mensili. Al 24 luglio il numero totale di ricollocazioni era pari a 24.676 (16 803 dalla Grecia e 7.873 dall'Italia). "I risultati conseguiti finora dimostrano chiaramente che, se esiste la volontà politica, il sistema di ricollocazione funziona - sottolinea Dimitris Avramopoulos, Commissario Ue per la Migrazione -. Ora c'è bisogno di un ultimo sforzo per realizzare il nostro comune obiettivo di ricollocare entro settembre la maggior parte di tutti i richiedenti asilo ammissibili presenti sul territorio greco e italiano”. Secondo Avramopoulos l'Italia in particolare “è soggetta a enormi pressioni, per cui esorto tutti gli Stati membri a intensificare gli sforzi di ricollocazione da questo paese. L'UE non lascerà soli i paesi con una frontiera esterna e la Commissione continuerà ad assicurare il rispetto degli obblighi giuridici assunti in materia di ricollocazione da parte di tutti gli Stati membri."

Parallelamente, la Commissione passa oggi alla fase successiva nelle procedure di infrazione contro i cosiddetti paesi del Visegrad: Repubblica ceca, Ungheria e Polonia per inadempimento dei loro obblighi giuridici in materia di ricollocazione. Secondo la Commissione “occorre un impegno costante di fronte ai 4 800 candidati attualmente in attesa di ricollocazione dalla Grecia - che potrebbero salire a 6 800 - e ai continui arrivi di candidati ammissibili in Italia. L'Italia deve ancora completare con urgenza la registrazione nel regime delle persone ammissibili arrivate nel 2016 e nel primo semestre del 2017”. Si tratta, in particolare, di eritrei, 25 000 dei quali sono giunti in Italia dall'inizio del 2016, ma di cui solo 10 000 sono stati registrati in vista di una ricollocazione. Come indicato dalla Commissione nel piano d'azione per sostenere l'Italia, le autorità italiane dovrebbero registrare rapidamente tutti gli eritrei attualmente presenti nel paese e centralizzare la procedura di ricollocazione presso appositi centri. L'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (Easo) sostiene gli sforzi del paese con una campagna di sensibilizzazione online per l'identificazione di tutti i potenziali richiedenti.

L’obbligo della relocation non termina a settembre 2017. In questa fase finale è fondamentale che gli Stati membri accelerino le ricollocazioni e assumano impegni sufficienti – spiega ancora la Commissione europea - per ricollocare tutti i richiedenti ammissibili, compresi quelli che potrebbero arrivare da qui al 26 settembre. “In ogni caso l'obbligo giuridico di ricollocazione per gli Stati membri non terminerà dopo settembre: le decisioni del Consiglio sulla ricollocazione sono applicabili a tutti coloro che arrivano in Grecia o in Italia fino al 26 settembre 2017 e i richiedenti ammissibili dovranno quindi essere ricollocati in tempi ragionevoli anche in seguito a questa data”. Diversi Stati membri hanno quasi assolto i loro obblighi di ricollocazione: Malta, la Lettonia e anche la Norvegia, uno Stato associato a Schengen che partecipa volontariamente al regime, hanno interamente ricollocato le persone loro assegnate dalla Grecia e la Svezia, che ha iniziato la ricollocazione solo a giugno, ha ricollocato quasi il 60% delle persone previste. “La Commissione accoglie inoltre con favore il recente annuncio di un aumento degli impegni mensili della Spagna e l'annunciata accelerazione del ritmo dei trasferimenti da parte della Germania” conclude la nota.

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