6 gennaio 2014 ore: 11:10
Immigrazione

Rifugiati. Unhcr: “Stop ai trasferimenti in Bulgaria. Trattamenti inumani”

In uno studio l’Alto Commissariato mostra come nel paese i richiedenti asilo non abbiano accesso a servizi di base come cibo e cure mediche, patiscono lunghi ritardi nella registrazione, fatto che di conseguenza li priva dei diritti fondamentali e rischiano la detenzione arbitraria
Unhcr Rifugiati volti - Unhcr

ROMA – Stop ai trasferimenti dei richiedenti asilo in Bulgaria perché esiste un “reale rischio di trattamenti inumani e degradanti a causa di sistematiche carenze nelle condizioni di accoglienza e nelle procedure d'asilo”. A chiederlo è l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) che ha pubblicato  un documento di posizione con il quale esorta gli Stati parte del Regolamento Dublino a sospendere temporaneamente i trasferimenti nel paese. Lo studio mostra come di norma i richiedenti asilo in Bulgaria non abbiano accesso a servizi di base quali cibo e cure mediche; patiscono lunghi ritardi nella registrazione, fatto che di conseguenza li priva dei diritti fondamentali; rischiano la detenzione arbitraria. Ci sono inoltre gravi difficoltà nell'accesso a eque ed efficaci procedure d'asilo, mentre continuano a pervenire informazioni su respingimenti alla frontiera.

L’Unhcr ricorda che il “Regolamento Dublino fornisce un sistema atto a determinare la responsabilità per l'esame delle domande d'asilo presentate negli Stati Membri dell'Unione Europea e altri Stati parte del Regolamento in base a criteri specifici. Esso mira inoltre a garantire che ogni domanda venga esaminata in maniera equa da parte di uno Stato in modo da scoraggiare la pratica delle richieste multiple e migliorare l'efficienza”.

L'Alto commissariato conclude quindi che, nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, e il miglioramento delle condizioni d'accoglienza avvenuto nelle ultime settimane, in Bulgaria permangono notevoli carenze nell'implementazione di leggi e politiche in materia di protezione internazionale. Tali lacune si sono ulteriormente acuite con l'aumentare del numero di richiedenti asilo affluiti nel paese negli ultimi mesi, in particolare coloro che sono fuggiti dal conflitto in Siria. Nel 2013 oltre 9mila persone hanno richiesto asilo in Bulgaria, un salto notevole rispetto ai 1.000 che in media ogni anno hanno presentato domanda da quando nel 2007 il paese è entrato a far parte dell'Unione Europea. L'Unhcr rivolge poi un invito alle autorità bulgare affinché intraprendano misure immediate per migliorare queste deplorevoli condizioni e garantire quindi il rispetto dei diritti dei richiedenti asilo e delle persone bisognose di protezione internazionale. L'Agenzia lancia la proposta di effettuare una nuova valutazione della situazione al 1° aprile 2014. Questo periodo di 3 mesi fornirà alle autorità del paese e alle agenzie partner – come la Commissione Europea, l'Ufficio Europeo per il Sostegno all'Asilo (European Asylum Support Office, EASO), le organizzazioni non governative e lo stesso UNHCR – un'opportunità per collaborare al fine di migliorare le condizioni dell'accoglienza e le procedure d'asilo. Nel frattempo l'astensione dall'effettuare trasferimenti di richiedenti asilo costituirebbe anche un'importante dimostrazione di solidarietà in questa fase.

 

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