3 febbraio 2022 ore: 16:27
Non profit

Rigenerazione dei centri storici e delle periferie, bando della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia

Cultura, cura, inclusione: stanziati 2,5 milioni di euro per un programma territoriale che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. I progetti dovranno essere presentati all’interno di una partnership obbligatoria che dovrà essere composta da un Comune e da due enti del Terzo Settore

PERUGIA - La Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ha presentato oggi il nuovo bando “Cultura, cura e inclusione. Azioni di Welfare per la rigenerazione di centri storici e periferie”. Illustrato dalla presidente Cristina Colaiacovo e dal segretario generale Fabrizio Stazi, il bando è pensato e progettato per rispondere a livello locale ad una delle sfide al centro dei programmi delle Istituzioni internazionali, sfida che il profondo cambiamento innescato dallo stato di emergenza dovuto all’epidemia da Covid-19 ha reso ancora più urgenti.

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essi a disposizione 2,5 milioni di euro: “Si tratta di una tra le cifre più ingenti stanziate dalla Fondazione attraverso lo strumento del bando per dare quanto più possibile incisività ad un’azione che, partendo da interventi di rigenerazione urbana e dalla riattivazione di luoghi in disuso o sottoutilizzati (immobili e strutture ma anche parchi e luoghi all’aperto) è finalizzata a ‘creare’ spazi di vita in grado di riattivare cultura, legami e socialità nelle periferie e nei centri storici”, si legge in una nota.

I progetti non dovranno pertanto limitarsi al recupero dei “contenitori” e alla riqualificazione infrastrutturale, ma avranno il compito di ricucire le relazioni socio-culturali contribuendo a generare ecosistemi virtuosi e sostenibili che integrino i criteri di innovazione, attrattività e creatività a quelli della qualità della vita, dell’inclusione e della solidarietà.
Vista la complessità degli interventi e l’impatto atteso, i progetti dovranno essere presentati all’interno di una partnership obbligatoria di tre soggetti, che dovrà essere composta da un Comune e da due enti del Terzo Settore del territorio di riferimento della Fondazione, uno dei quali proprietario del bene immobile oggetto dei lavori oppure titolare di un diritto reale di godimento per almeno 10 anni. Il bando intende inoltre stimolare risposte territoriali attraverso la partecipazione di ulteriori partner, che possono essere imprese, consorzi, associazioni di categoria, commercianti. Il contributo richiesto alla Fondazione non potrà superare l’importo di 300 milla euro ed è previsto un autofinanziamento/cofinanziamento obbligatorio che non dovrà essere inferiore al 20% del costo complessivo.

“E’ un bando fortemente innovativo – ha affermato la presidente Cristina Colaiacovo – frutto di un complesso lavoro che ha visto impegnate insieme le tre Commissioni Welfare, Arte e Sviluppo Sostenibile della nostra Fondazione. Seguendo gli orientamenti dell’Agenda Onu 2030, abbiamo voluto costruire un intervento organico e trasversale che, facendo leva sul nostro finanziamento, intende sollecitare la collaborazione tra soggetti pubblici e privati e associazioni del Terzo settore su progetti condivisi e di forte impatto, anche in virtù delle importanti risorse che su questo tema verranno messe a disposizione dal PNRR nazionale”. 

 “Una delle peculiarità di questo bando – ha sottolineato il segretario generale, Fabrizio Stazi - consiste nella sua articolazione in tre fasi, così da aiutare i partecipanti ad elaborare al meglio i propri interventi. Dopo un incontro obbligatorio con i proponenti per verificare l’idea progettuale, si procederà con una prima selezione. I soggetti ammessi alla seconda fase dovranno partecipare ad alcune attività formative per approfondire gli aspetti tecnici e specifici della scrittura del progetto all’interno della piattaforma ROL, accessibile dal sito internet della nostra Fondazione. Infine la terza fase, facoltativa ma premiante in fase di valutazione, prevede un tutoraggio individuale e personalizzato per analizzare nel dettaglio l’eventuale presenza di problematiche del budget”.

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