27 luglio 2016 ore: 16:57
Salute

Rio 2016, Zika: rischio minimo, ad agosto ancora più basso

Sul rischio di contrarre il virus Zika durante i prossimi giochi olimpici a Rio de Janeiro, laSocietà italiana di Malattie Infettive e Tropicali ritiene che "le evidenze disponibili non controindichino viaggi in Brasile"

Roma - Sul rischio di contrarre il virus Zika durante i prossimi giochi olimpici a Rio de Janeiro, la Simit (Societa' italiana di Malattie Infettive e Tropicali) ritiene che "le evidenze disponibili non controindichino viaggi in Brasile nel periodo agosto-settembre, quando il rischio appare minimo, per le persone non gravide e senza progetti di gravidanza. Tali viaggi richiedono tuttavia la adozione di misure comportamentali adeguate a scopo precauzionale che appare opportuno concordare con un esperto in medicina dei viaggi prima della partenza".

Prosegue la societa': "La diffusione del virus Zika nel continente latino-americano, in Brasile in particolare, con una stima di 0,5 - 1,5 milioni di casi, ha fatto nascere timori relativamente ai rischi connessi allo svolgimento dei Giochi Olimpici (5-21 agosto 2016) e Para-Olimpici (7-18 settembre 2016 ) in programma a Rio de Janeiro e in alcune altre citta' brasiliane. I timori attengono a due ordini di considerazioni: 1) Quale il rischio di contrarre la infezione per gli atleti (circa 10.500), gli accompagnatori ed i visitatori internazionali (stimati in circa 400.000)? 2) Quale il rischio di diffusione mondiale che la concentrazione di persone provenienti da tutto il pianeta comporta?".

A queste domande risponde la stessa Simit: "Per rispondere alla prima domanda- spiega Francesco Castelli, responsabile del reparto Malattie Tropicali e di Importazione dell'Ospedale 'Spedali Civili' di Brescia e membro Simit- e' necessario considerare i dati delle evidenze scientifiche disponibili, che evidenziano come i mesi di agosto e settembre corrispondano al periodo piu' freddo dell'anno in Brasile, con ridottissima attivita' vettoriale. Le stime disponibili indicano infatti un rischio di contrarre l'infezione Zika che varia da 9/1.000.000 a 3/100.000 nel mese di agosto.

Una recentissima analisi del network EuroTravNet, cui partecipa per l'Italia anche il Centro di Brescia e pubblicata su Eurosurveillance, ha confermato "il bassissimo rischio di infezioni- prosegue Castelli- trasmesse da vettori nei viaggiatori europei di ritorno dal Brasile nei mesi di agosto - settembre nel periodo giugno 2013 - maggio 2016, evidenziando al contempo come i rischi sanitari per la specifica destinazione Brasile siano piuttosto di natura gastrointestinale e dermatologica. Le autorita' brasiliane hanno inoltre condotto una imponente opera di disinfezione in Rio de Janeiro, anche focalizzate alle periferie urbane dove la precarieta' abitativa ed infrastrutturale offre migliori condizioni di replicazione vettoriale".

Per rispondere alla seconda domanda, invece, e' necessario considerare che "il numero dei visitatori dei Giochi (stimati in circa 400.000 persone) rappresentano solo circa 1% di tutti i viaggiatori nelle aree geografiche endemiche per il virus Zika. L'impatto del flusso di visitatori da e per il Brasile a causa dei Giochi Olimpici e Para-Olimpici nella diffusione della epidemia appare dunque marginale".

LE MISURE DA ADOTTARE. In conclusione, la Societa' Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) ritiene che le evidenze disponibili non controindichino viaggi in Brasile nel periodo agosto-settembre, quando il rischio appare minimo, per le persone non gravide e senza progetti di gravidanza. Tali viaggi richiedono tuttavia la adozione di misure comportamentali adeguate a scopo precauzionale che appare opportuno concordare con un esperto in medicina dei viaggi prima della partenza."Tali misure specifiche- fa sapere l'esperto- per il virus Zika, oltre a quelle necessarie per prevenire le altre infezioni di natura malarica (area amazzonica), sessuale, gastrointestinale e dermatologica, sono: prevenzione del contatto uomo-vettore (che punge prevalentemente nelle ore diurne con preferenza per alba e tardo pomeriggio) mediante l'uso di insetticidi, di vestiti coprenti preferibilmente di colore bianco, e di condizionatori; evitare le zone periferiche delle citta'; astenersi dai rapporti sessuali durante il viaggio od utilizzare con continuita' di metodi di barriera per almeno 3 mesi (che diventano 6 per i viaggiatori maschi che hanno lamentato sintomi riconducibili a Zika) dopo il ritorno; astensione dalle donazioni di sangue nelle 4 settimane dopo il rientro dal Brasile o comunque dalle aree segnalate infette; vaccinazione anti-influenzale per i soggetti a rischio".

UNO STUDIO SULLA ZANZARA TIGRE - "Dati recenti sulla suscettibilita' all'infezione con virus zika della zanzara tigre (Ae. albopictus), il potenziale vettore del virus Zika presente in Italia, confermano che l'attitudine di questa specie ad infettarsi e' molto inferiore a quella di Aedes aegypty- conclude il professor Massimo Galli, Ordinario di malattie Infettive presso l'Universita' di Milano e Vicepresidente Nazionale Simit- Un lavoro sperimentale recentemente pubblicato da ricercatori dell'Istituto Superiore di Sanita' su zanzare tigre catturate in Italia ha dimostrato che le femmine della specie si infettano nel 10% dei casi e risultano positive per il virus nella saliva nel 3% dei casi (contro il 43% di infezioni e il 26% di positivita' nella saliva di Ae. aegypti. ) Questi dati sembrano quindi ulteriormente confermare, unitamente a quanto gia' esposto, che la probabilita' di trasmissione dell'infezione da virus Zika sul territorio nazionale debba essere considerata molto bassa".

COS'E' IL VIRUS - Il virus Zika, considerato fino a pochi anni or sono poco piu' che una curiosita' biologica ed asintomatico nell'80% dei casi, e' di recente balzato alla ribalta della attenzione internazionale per le sue potenziali complicanze di natura teratogena (microcefalia) e neurologica (sindrome post-infettiva di Guillain-Barre'). Il virus Zika e' trasmesso dalla puntura della zanzara Aedes aegypti (potenzialmente anche da A. albopictus, sebbene con una efficienza molto minore) e mediante rapporti sessuali anche per alcune settimane dopo la conclusione del periodo sintomatico. Le zanzare del genere Aedes trovano il loro habitat replicativo ideale laddove siano presenti piccole raccolte di acqua stagnante (copertoni, sottovasi, gocciolatoi, gronde, asperita' stradali, etc.) che caratterizzano solitamente le periferie delle grandi citta'.(DIRE)

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