28 marzo 2014 ore: 14:14
Economia

Risolto il "pasticcio" della social card, rinnovato l'accordo con Poste italiane

L'annuncio del capo della direzione Inclusione del ministero del Welfare, Raffaele Tangorra, alla Conferenza per l’infanzia di Bari. "Dalla prossima settimana partiranno le erogazioni". Risolta anche la questione "stranieri" della carta acquisti ordinaria, ma sul sito di Poste italiane e Mef ancora i vecchi requisiti
Povertà, mano con spiccioli di fronte a bancone frutta

ROMA – Risolto il “pasticcio” social card. Firmato il nuovo accordo con Poste Italiane: dalla prossima settimana i fondi cominceranno ad essere erogati ai beneficiari sia della social card ordinaria, che di quella sperimentale. Risolta, inoltre, anche la questione degli stranieri lungo soggiornanti. Lo assicura Raffaele Tangorra, capo della direzione Inclusione del ministero del Welfare dalla conferenza per l’infanzia di Bari.

Il problema era sorto con la conversione in legge del decreto 150, il cosiddetto Milleproroghe. Al comma 15 dell’articolo 9 del testo, infatti, era prevista una proroga al gestore delle carte acquisti, cioè Poste italiane. Una proroga necessaria, spiegavano gli addetti ai lavori, a garantire prima di tutto le erogazioni della vecchia social card e poi le prime di quella sperimentale. Il testo, però, assicurava anche gli accrediti sulle vecchie card da 40 euro al mese per le mensilità di novembre e dicembre 2013 attingendo 35 milioni dal fondo esodati. Ed è stato questo il motivo che ha spinto alcuni gruppi parlamentari a chiedere la soppressione del comma, andando a interrompere le erogazioni. Il comma era stato incriminato sia da Lega Nord che dal Movimento 5 stelle che ne avevano chiesto (e successivamente ottenuto) la soppressione con due emendamenti, rispettivamente a firma di Massimiliano Fedriga per la Lega e a prima firma di Emanuele Cozzolino per il M5s.

La questione dei lungo soggiornanti, invece, riguarda invece solntanto la carta acquisti tradizionale. Nei mesi scorsi, infatti, i primi stranieri che ne hanno fatto richiesta presso gli uffici postali, si sono visti rifiutare la domanda per "problemi tecnici". Tuttavia, sul sito di Poste Italiane e su quello del ministero dell'Economia e delle Finanze le informazioni relative ai requisiti dei potenziali beneficiari continuano a non essere aggiornate con le nuove disposizioni indicate dall'ultima legge di stabilità. 

 

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