22 maggio 2017 ore: 15:11
Non profit

Rivendicazioni sul passato e paura del futuro: gli "scontrinisti" scendono in piazza

La protesta dei volontari dell'associazione Avaca, che rivendicano il lavoro fatto all’interno della Biblioteca nazionale e fanno riferimento al Bando di servizio civile nazionale per 1.000 volontari da avviare in 116 progetti autofinanziati dal Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo
Scontrino

ROMA - E' stata diffusa ieri via Facebook la denuncia di 8 collaboratori dell'associazione A.V.A.C.A. (Associazione Volontari Attività Culturali e Ambientali), che attraverso una convenzione con il Ministero dei Beni Culturali e la Biblioteca Nazionale, gestisce mediante una ventina di persone “volontarie” attività di vigilanza agli accessi, di servizio accoglienza, di ufficio prestito, di distribuzione del materiale librario nelle sale di lettura, e di servizi di magazzino e in altri uffici. "Ci hanno chiamato 'scontrinisti' - scrivono -, veniamo cioè pagati dall'associazione A.V.A.C.A. solo previa presentazione di scontrini di tipo alimentare, che siamo obbligati a consegnare ogni mese in cambio di un assegno di 400 euro mensili. Per farci lavorare, l'associazione, presieduta da Gaetano Rastelli (componente del Coordinamento Generale FLP BAC, ndr.), ci fa pagare una tessera annua di 25 euro, che ci rende soci dell'associazione e ci dà diritto al rimborso spese, che, in realtà, dovrebbe essere il nostro stipendio: sì, perché non siamo riconosciuti come lavoratori effettivi, ma come dei volontari retribuiti, che hanno solo diritto ad un magro rimborso spese. Siamo, però, inseriti nel registro dei turni del personale della biblioteca per lo svolgimento di diverse mansioni".

"Un anno fa - proseguono - abbiamo dato inizio alla nostra battaglia per denunciare i tanti anni di sfruttamento subiti. Siamo usciti allo scoperto con un'azione sindacale che aveva l’obiettivo di aprire un dialogo con il direttore della biblioteca e con il ministero, ma il nostro tentativo è stato immediatamente rigettato da una chiara risposta di entrambi: voi non potete essere considerati dei lavoratori perché formalmente siete dei volontari! Increduli abbiamo proseguito con azioni volte sia a denunciare le indegne condizioni lavorative in cui versiamo sia un modus operandi, che ha permesso al ministero e alla biblioteca di garantire gli stessi servizi un tempo forniti dal personale di ruolo, risparmiando sulla nostra pelle, togliendoci la dignità che meritiamo e permettendo, di fatto, un’elusione fiscale e contributiva ancora non quantificabile".

"Poi la doccia fredda: il Mibact con la circolare del 20/04/2017 emanata a tutte le biblioteche pubbliche statali ha imposto che le stesse, con l'arrivo del servizio civile nazionale, facciano 'un'attenta valutazione in merito alla sostenibilità economica del rinnovo delle convenzioni in scadenza con le associazioni', e “qualora l'analisi della situazione economica conduca a ritenere il permanere dell'interesse a stipulare convenzioni con associazioni di volontariato questi istituti dovranno: individuare la controparte mediante procedura di gara; prevedere la rotazione semestrale delle unità di volontari assegnati; applicare modalità organizzative atte a scongiurare qualsivoglia pretesa di riconoscimento di rapporto di lavoro subordinato'. Tradotto significa che il lavoro fintamente volontario che abbiamo prestato finora sarà sostituito dal servizio civile. Che il 30 giugno verrà interrotto il rapporto con noi della biblioteca nazionale di Roma e saremo mandati a casa senza, peraltro, alcuna forma di sostegno al reddito. Che laddove proseguisse il rapporto con associazioni che offrono lavoro volontario, questo dovrà essere continuamente sostituito in modo da non dare adito al sospetto che si tratti di quello che in realtà è: lavoro mascherato da volontariato", denunciano ancora gli estensori della nota che poi annunciano una manifestazione il 25 maggio alle ore 10 davanti alla Biblioteca Nazionale “contro lo sfruttamento dei lavoratori del Mibact e per valorizzare il patrimonio culturale nazionale”. Gli 8 “volontari” - alcuni di loro in queste condizioni almeno dal 2012 - in particolare rivendicano per sé e per gli altri colleghi non l’assunzione ma che gli siano riconosciuti quei diritti minimi legati ad attività che di fatto, a loro avviso, sarebbero in sostituzione di personale lavorativo.

Nella denuncia gli autodefiniti "scontrinisti", la cui vicenda è stata resa pubblica più volte in passato, fanno riferimento in particolare al Bando di servizio civile nazionale, scaduto lo scorso 10 febbraio, per 1.000 volontari dai 18 ai 28 anni da avviare in 116 progetti autofinanziati dal Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo. Per la sede della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sono stati messi a bando 20 posti, senza rimborso di vitto e alloggio, con compiti che vanno dalla "ricezione, smistamento e prima descrizione del materiale pervenuto per deposito legale" all'inventariazione, alla "collocazione e movimentazione del materiale in magazzino", e al "supporto alle attività di digitalizzazione". Dai dati reperibili sul sito del MIBACT le domande per i 20 posti della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sono state 244: 60 i candidati ammessi ai colloqui di selezione, che si sono svolti tra il 10 e il 12 maggio scorso.

E proprio ieri il MIBACT ha pubblicato un bando con scadenza il prossimo 5 giugno per la selezione di un'Associazione di volontariato senza scopo di lucro “per supporto alle attività di accoglienza, distribuzione e ricollocazione di materiale bibliografico nel periodo dal 1° Luglio 2017 al 30 Giugno 2018 presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma”. (FSp)

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