16 marzo 2016 ore: 14:10
Immigrazione

Rom, a confronto i candidati sindaco di Roma: l'agenda della 21 luglio

L’associazione invita i candidati ad un confronto pubblico il 23 marzo a Palazzo Valentini. Ai candidati verrà consegnata un’agenda di proposte, tra cui quella dell’uso di una terminologia appropriata. “Villaggio o campo è vuoto semantico. La definizione corretta è quella dell’Onu”
Campo rom. Donna e baracche

ROMA – Non più campi nomadi, villaggi attrezzati o semplicemente campi rom: la definizione corretta è “baraccopoli”. Annunciando l’invito ad un confronto pubblico tra i candidati a sindaco di Roma per il prossimo 23 marzo, l’associazione 21 luglio lancia una piccola rivoluzione sull’uso delle parole usate dalla politica, dal mondo delle istituzioni e da quello del giornalismo per parlare degli insediamenti formali e informali della capitale. Da oggi in poi nei documenti dell’associazione si parlerà solo di baraccopoli. “Così come il campo è un vuoto di diritto, un posto dove non c’è il diritto, così la parola villaggio o campo nomadi è un vuoto semantico. Non dice nulla, non esiste - spiega Carlo Stasolla, presidente della 21 luglio - La nostra scelta si basa su quella che è la definizione data dall’agenzia UN-Habitat delle Nazioni unite che spiega cos’è una baraccopoli: quella più vicina a quelli che oggi sono chiamati campi nomadi formali o informali è il termine baraccopoli. Dietro c’è un’idea di qualcosa che manca, in questo caso il diritto alla casa. Con questo termine vogliamo chiamare gli insediamenti formali e informali presenti nella capitale”.

Il 23 marzo, durante l’incontro che si terrà alle ore 12 presso la Sala Di Liegro di Palazzo Valentini a Roma, l’associazione consegnerà ai candidati la propria “Agenda politica per ripartire dalle periferie dimenticate”. Un testo alla cui stesura hanno contribuito personalità del mondo accademico e che “intende fornire strumenti collaudati a quanti amministreranno la città di Roma per mutare radicalmente le politiche nei confronti di chi vive nelle baraccopoli”. Obiettivo dell’agenda, quello di superare definitivamente un “sistema”, spiega l’associazione, “costoso e ghettizzante”. Ai candidati che accetteranno il confronto, l’associazione chiederà adottare le proposte contenute nell’agenda. “È una ragnatela di azioni frutto di uno studio di una serie di buone pratiche fatte in Italia negli ultimi anni – spiega Stasolla -. Si è cercato di vedere cosa ha funzionato e cosa no incrociando criticità e elementi di successo. Non è qualcosa di teorico scritto a tavolino. E’ un mix di ingredienti. Se uno di questi viene meno, però, ci sono serie possibilità di fallimento”.

Per Stasolla, i tempi per un cambio di rotta sembrano ormai maturi. “Riteniamo che il corso verso un definitivo superamento delle baraccopoli sia avviato – spiega -. Restano dei segni contrari a questa direzione: in primo luogo il bando per la gestione della vigilanza dei cosiddetti villaggi attrezzati fatto dai dirigenti. Un bando che sembra un passo indietro ai tempi di Mafia capitale”. Un segnale positivo arriva anche sul fronte degli sgomberi che in occasione dell’annuncio del Giubileo avevano fatto registrare un incremento preoccupante su tutto il territorio romano. “Si è passati da 10 sgomberi al mese a ottobre scorso a una media di 1,5 dalla fine di ottobre ad oggi: la metà di quella che era la media rilevata prima dell’annuncio del Giubileo”. Restano, tuttavia, diverse questioni da affrontare, benché i dati raccolti dall’associazione lascino ben sperare. “Non è stato fatto quello che noi abbiamo chiesto, cioè una moratoria sugli sgomberi o un tavolo per riflettere sulle possibili alternative agli sgomberi", conclude Stasolla.(ga)

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