27 marzo 2012 ore: 16:06
Non profit

Roma, il Cnca: “Sospensione dell’affidamento dei bandi e chiusura dell’Agenzia comunale per le tossicodipendenze”

Le richieste al termine della presentazione del dossier sui finanziamenti del comune di Roma sulle tossicodipendenze. Chiesta anche la nascita di un tavolo per ripensare le politiche sociali nella capitale
ROMA – “Sospensione immediata dell’affidamento dei bandi, chiusura dell’Agenzia comunale per le tossicodipendenze di Roma e la nascita di un tavolo per ripensare le politiche sociali nella capitale”. È quanto chiede Carlo De Angelis, portavoce del Roma Social Pride al termine della conferenza stampa di presentazione del dossier “La cricca di Alemanno (e Rampelli)” sui finanziamenti del comune di Roma sulle tossicodipendenze tenutasi questa mattina a Palazzo Madama a Roma. Il documento è un’aspra critica alla gestione dell’attuale amministrazione dei fondi per i servizi sul territorio, che per De Angelis mostra dei chiari segnali al mondo del terzo settore: “È un po’ ingombrante e va buttato fuori – ha spiegato -. La gestione ultima dei bandi risponde a questo: sono costruiti esattamente per far fuori il terzo settore”. E lo dimostra, ha aggiunto De Angelis, quel che sta accedendo anche in altri ambiti del sociale. “Se ci giriamo un attimo – ha affermato - troviamo le stesse politiche sui rom, sugli anziani o sui disabili”. Sulla richiesta della chiusura dell’agenzia per le tossicodipendenze della capitale, invece, De Angelis non lascia alternative: “L’agenzia è una struttura che non serve, succhia soldi e non dà risorse. È anche fuori dal controllo democratico e non c’è nessuno che sia in grado di richiamare il direttore alla gestione trasparente dell’attività”.

Nonostante nella giornata di ieri sia predisposto l’affidamento definitivo dei servizi dei bandi incriminati, la partita non è ancora chiusa. La proroga negli affidamenti è fissata al 30 aprile e fino ad allora il Cnca ha annunciato battaglia. Da domani, infatti, sarà possibile accedere agli atti e il Cnca non esclude che si possa arrivare a presentare un ricorso al Tar del Lazio. Non si fermerà, ha promesso Carlo De Angelis, neanche il lavoro di studio sull’utilizzo dei fondi nel sociale da parte dell’amministrazione e non è esclusa la pubblicazione di altri dossier.
Degli effetti che produrranno sul territorio romani i bandi, ne ha parlato anche la Fondazione Villa Maraini. “Non c’è un briciolo di senso nello smantellamento dei servizi che questa Agenzia comunale ha svolto in questi anni – ha affermato Vincenzo Palmieri, della Fondazione Villa Maraini -. Dai sei centri diurni adesso ce n’è soltanto uno, il nostro, con trenta persone da dover assistere e con la metà dei soldi in proporzione rispetto al passato. Così anche per i centri notturni. Da tre che ce n’erano, adesso ce n’è soltanto uno: il nostro. Dovremo accogliere le persone come se fosse un dormitorio”.

Per Francesco Ferrante, senatore del Pd, quel che sta accadendo a Roma sul fronte delle tossicodipendenze è “particolarmente grave”. Per Ferrante “si tratta di una scelta ideologica di penalizzare tutti coloro che in questi anni hanno offerto un servizio di dignità ai tossicodipendenti. Scelta che mette in pericolo la vita delle persone e le esperienze di buone pratiche che queste cooperative hanno assicurato in questi anni”. E per don Armando Zappolini, presidente nazionale del Cnca intervenuto in chiusura della conferenza stampa, “quello che non serve alle dipendenze è proprio la questione ideologica”. “Abbiamo esperienza di quanto questa questione ideologica produca morti e feriti – ha spiegato Zappolini -. Abbiamo le carceri riempite di tossicodipendenti e gente che rischia, come succederà qui a Roma se non si blocca questa operazione, di girovagare per strada senza nessuna risposta ai suoi bisogni”. Per tali ragioni, ha aggiunto Zappolini, quello di Roma “è un caso nazionale”. “Se questa operazione non viene bloccata, non saranno sconfitte le cooperative, le fondazioni o il Cnca. È tutta la città di Roma che è derubata di competenze e risorse preziose”. Per Zappolini, ora occorre che sia il mondo politico ad affrontare la questione. “Davanti all’aggressione ai diritti bisogna svegliare la politica e attivare una resistenza forte. Si deve mettere in moto tutto quello che serve per cambiare lo scenario politico. Non occorre avere altre prove per capire i danni che quest’approccio di Alemanno sta facendo alla città di Roma e non solo in questo ambito. Per questo dobbiamo avere l’obiettivo di mandarlo a casa”. (ga)
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