12 giugno 2015 ore: 12:55
Immigrazione

Roma, polizia al centro Baobab. Dopo la fuga, diversi migranti ritornano

Intervento della polizia fuori il centro di accoglienza Baobab, in via Cupa a Roma, tra piazzale delle Province e via Tiburtina. Sulla strada da ieri sera avevano trovato rifugio alcuni dei migranti, in gran parte etiopi ed eritrei, fuggiti dal piazzale della stazione Tiburtina. Diversi casi di scabbia
L'intervento della polizia fuori il centro di accoglienza Baobab, in via Cupa a Roma
Intervento della polizia centro Baobab via Cupa a Roma

ROMA - Intervento della polizia fuori il centro di accoglienza Baobab, in via Cupa a Roma, tra piazzale delle Province e via Tiburtina. Sulla strada da ieri sera avevano trovato rifugio alcuni dei migranti, in gran parte etiopi ed eritrei, fuggiti dal piazzale della stazione Tiburtina, dopo che anche li' erano intervenute la forze dell'ordine. - Oggi sono arrivate due camionette delle polizia, e il risultato è stato lo stesso di ieri con molti che si sono dati alla fuga.

"È la prima volta che vedo la polizia da un mese che sono qua", racconta un operatore della Croce rossa in presidio.
Dopo l'intervento, le forze dell'ordine hanno lasciato via Cupa e ora dalle vie laterali qualche migrante sta tornando verso l'ingresso del centro d'accoglienza, scelto evidentemente come punto di riferimento in attesa di una soluzione definitiva. Sul posto ora si trovano gli operatori della Croce rossa italiana, mentre la Protezione civile ha distribuito alcune casse d'acqua. E dopo un po' è tornata di nuovo la polizia. Lo scopo della presenza delle forze dell'ordine è di evitare che i migranti restino concentrati sui marciapiedi e sulla strada e favorire il loro ingresso all'interno della struttura di via Cupa. Al momento sulla strada non ci sono migranti.

L'operatore: "Nessuno vuole restare qui". "Dormono come gatti per strada, anzi peggio perché almeno i gatti sanno dove rifugiarsi. Loro lo sanno, quando partono, che in Italia non c'è futuro. Qui non hanno una casa e non c'è lavoro. Ma cosa possono fare? Per arrivare in Nord Europa, la loro meta finale, devono passare da qui". E' il racconto di Alema, operatore volontario del centro d'accoglienza Baobab di Roma, sulle centinaia di migranti etiopi, eritrei e somali accampati per strada da giorni. Sbarcato a Lampedusa nel 2002, la storia di Alema è la stessa di questi ora in strada. Nessuno di loro vuole restare in Italia, dice. "Gli italiani sono brava gente - ha raccontato - il problema sono la burocrazia e le istituzioni, che non sanno gestire la situazione".

Alema parla di "170 persone nel centro, prevalentemente donne e bambini", ma da un primo sguardo sembrano anche di più. Fuori, tra via Cupa e via Tiburtina, conta "altri 800 migranti che hanno passato la notte in strada". Per lavarsi "possono venire qui. E anche per mangiare. La sera la Croce Rossa, la Caritas e qualche associazione religiosa passa a distribuire dei pasti".
A proposito della sospensione di Schengen, secondo Alema "il problema e' anche questo. Le persone rimarrebbero 3 giorni e se ne andrebbero, se potessero".

Problemi di scabbia. "C'e' un problema di scabbia" tra i migranti concentrati al centro che si sono concentrati nei pressi del centro Baobab di Roma, dopo lo sgombero avvenuto ieri nel piazzale di fronte la stazione Tiburtina. Lo dicono due operatori della Croce Rossa presenti sul posto.
Intanto, i migranti iniziano a tornare a Via Cupa, dopo essere fuggiti a seguito del secondo blitz della Polizia. Sono stati fatti tutti rientrare all'interno del centro, accompagnati da alcuni operatori.

Ritorno alla normalità entro il 16 giugno. "Noi ci aspettiamo un ritorno alla normalità entro il 16 giugno, quando finirà la sospensione di Schengen e il blocco delle partenze. Resteranno circa 100-150 migranti". Lo ha detto il presidente della Croce Rossa romana, Flavio Ronzi, in riferimento alla presenza di centinaia di migranti nel centro di accoglienza Baobab.
"Ora i migranti sono tutti concentrati li' perché dopo i fatti di ieri a piazzale Tiburtino, le vie limitrofe sono presidiate dalle forze dell'ordine", ha aggiunto Ronzi, raccontando che dopo i pasti "sono gli stessi migranti a ripulire e spazzare. Da loro un comportamento esemplare". (DIRE)

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