14 settembre 2015 ore: 15:43
Immigrazione

Roma, tendopoli della Cri verso la chiusura. "Serve soluzione per l’inverno"

In tre mesi sono 2200 i migranti in transito che sono stati ospitati nelle tende allestite a Tiburtina dalla Croce rossa. “Abbiamo chiesto al comune di cercare un’alternativa. Il freddo non consente un’accoglienza dignitosa”
tendopoli tiburtina 2
Immigrati accolti dalla Croce Rossa

ROMA – Sono 2200 le persone che sono state accolte in tre mesi nella tendopoli allestita dalla Croce Rossa italiana a Roma, nello spazio antistante la stazione Tiburtina. Una soluzione di emergenza per l’accoglienza dei migranti in transito in piena estate, che a breve dovrà essere smantellata. “In inverno le condizioni meteo non permettono di fare un’accoglienza dignitosa nel campo – spiega Silvia Piscitelli, responsabile dell’area sociale della Cri -. Per questo stiamo cercando insieme al Comune di Roma una soluzione alternativa. Se volessimo mantenere l’assetto attuale servirebbero degli investimenti: innanzitutto delle stufe da mettere all’interno. Ma pensiamo che sia opportuno trovare un’altra sistemazione. E’ questa la richiesta che abbiamo fatto alle istituzioni”.

In tre mesi, dal 13 giungo scorso, sono stati in media 180 i migranti ospitati nelle 12 tende allestite nel piazzale est della stazione. “Negli ultimi giorni abbiamo visto un aumento di migranti, ma il numero medio è rimasto più o meno stabile. Al massimo siamo arrivati a 240 persone”, spiega ancora Piscitelli. Ogni tenda ospita circa otto persone, ma in alcune più grandi si può stare anche in 16. Le donne coi bambini stanno insieme da una parte, gli uomini dormono in tende separate.

Delle oltre duemila persone transitate in questi mesi, quasi il 90 per cento sono eritree (il restante 10 per cento è composto da persone originarie del Sudan, del Ciad e della Somalia). “La stragrande maggioranza, circa l’80 per cento, sono uomini – spiega ancora la responsabile di Cri -. Di questi una quota consistente è composto dai minori non accompagnati. Il restante venti per cento sono donne e bambini”. Le persone restano nel campo circa tre giorni, il temo per riprendersi dalla traversata e continuare il viaggio verso il Nord Europa. “Solo in un caso abbiamo avuto una donna che è rimasta un mese – racconta Piscitelli -. Era arrivata a Roma con suo figlio,e si è fermata da noi in attesa dell’arrivo della figlia più grande, di 16 anni, che ha fatto il viaggio da sola”.

Nel campo vengono forniti tre pasti al giorno, c’è un presidio sanitario h24 e vengono portate avanti attività ludiche per i bambini con l’ausilio di Save the children. A portare avanti l’accoglienza sono in prevalenza i volontari della Croce rossa (circa venti al giorno) coordinati da referenti dell’organizzazione. “Continua anche la solidarietà dei cittadini, che portano beni di prima necessità. Anche le aziende si sono mosse: la centrale del latte di Roma ha deciso di fornirci 40 litri di latte al giorno per la colazione – conclude Piscitelli -. E’ un bel gesto che ci aiuta ad andare avanti, anche se per il futuro non sappiamo bene cosa succederà. Questa è una soluzione temporanea e la cosa migliore per i migranti è ora cercare una soluzione più idonea e dignitosa, in vista del freddo e delle piogge che arriveranno”.

Dall'assessorato alle Politiche sociali del Comune di Roma confermano che si sta lavorando per la dismissione della tensostruttura. E che ci sono delle "ipotesi concrete sul tavolo".  Per quanto riguarda il Ferrhotel, la struttura messa a disposizione da Ferrovie dello Stato per l'accoglienza, in questi giorni è stato ultimato il piano esecutivo dei lavori. Ora bisognerà aspettare i tempi tecnici del bando e il tempo necessario alla ristrutturazione. (ec)

 

 

 

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