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9 luglio 2015 ore: 13:53
Giustizia

Rugby e lettura della Costituzione: due docu-film sulla vita in carcere

Dopo ‘Menomale è lunedì’, sono in fase di montaggio altri 2 docu-film girati nel carcere bolognese: uno dedicato alla squadra di rugby, l’altro agli incontri di lettura sulla Costituzione italiana per detenuti musulmani. Mentre un progetto con Documentaristi Emilia-Romagna è pronto a partire
Giallo Dozza Bologna rugby 2

Giallo Dozza Bologna rugby

BOLOGNA – “Presto avremo un ricco cartellone cinematografico che ci riguarda”, commenta soddisfatta Claudia Clementi, direttrice del carcere della Dozza di Bologna. Alcune tra le tante attività proposte dall’istituto penitenziario bolognese, infatti, sono pronte a diventare documentari. 

Giallo Dozza Rugby. “La regista bolognese Enza Negroni è alla fase di montaggio del documentario sulla squadra di rugby del carcere – annuncia Clementi –. Nel frattempo, i nostri ragazzi continuano ad allenarsi, e non vedono l’ora che ricominci il campionato”. L’attività sportiva della squadra è cominciata lo scorso ottobre, e nel corso del campionato (serie C2 girone Emilia) è anche arrivata qualche vittoria: una su tutte, quella di aprile contro il Misano, conseguita – in via del tutto eccezionale – davanti a una quarantina di tifosi tra mogli, figli, polizia penitenziaria, dirigenti della casa circondariale e carcerati che non fanno più parte del gruppo allenato da Massimiliano Zancuoghi. Frutto del progetto ‘Tornare in campo’, iniziato a giugno 2014 con il supporto del Rugby Bologna 1928, il progetto ha visto il coinvolgimento di oltre 40 detenuti di 13 nazionalità diverse. Obiettivo, il loro recupero fisico, sociale ed educativo. “Il documentario racconterà proprio questo: la regista, il direttore della fotografia e la produttrice hanno seguito i ragazzi fin sul campo”. 

Diritti, doveri, solidarietà. “Marco Santarelli, produttore e regista, è alle prese con un documentario sul percorso formativo ‘Diritti, doveri, solidarietà. La Costituzione italiana in dialogo con il patrimonio culturale arabo-islamico’. Non solo: all’iniziativa sarà dedicata anche una pubblicazione curata dalla Regione, che con altre realtà l’ha sostenuta”, spiega la direttrice. Il progetto, iniziato a ottobre 2014, si è concluso a maggio: 30 detenuti coinvolti, in prevalenza arabi e musulmani iscritti ai corsi scolastici della Dozza, hanno seguito le 24 lezioni tenute da insegnanti, esperti della cultura araba e professori universitari, su diversi argomenti, tra cui la Sharia e la comprensione dei diritti e dei doveri scritti all’interno della Costituzione italiana. Risultato, una Carta dei principi fondamentali, un modo per integrare e integrarsi, evitando ogni forma di radicalismo. 

Fare impresa in Dozza. Capostipite di tutti questi progetti, ‘Menomale è lunedì’ di Filippo Vendemmiati, il docu-film che racconta il progetto ‘Fare impresa in Dozza’, l’officina metalmeccanica dove lavorano assunti a tempo indeterminato alcuni detenuti (10/15) guidati da ex lavoratori in pensione. Resa possibile grazie all’impegno di tre aziende bolognesi leader nel settore del packaging – Marchesini group, Ima e Gd –, ogni giorno realizza componenti meccaniche ad alta tecnologia: i detenuti che vi lavorano, una volta fuori sono assunti dalle aziende partner del progetto. Un prodotto completamente girato in presa diretta nelle stanze del carcere. Lo scorso ottobre, alla presentazione al Festival del Cinema di Roma, sul red carpet hanno sfilato lo staff tecnico, 7 tutor, alcuni rappresentanti delle imprese coinvolte e 2 ex detenuti, uno dei quali in affidamento ai servizi sociali con il permesso di lavoro esterno. 

Cinema in carcere. “Presto partirà una collaborazione con la Der, documentaristi Emilia-Romagna, un’attività legata al cinema, che interesserà sia i detenuti sia la città di Bologna. Stiamo muovendo adesso i primi passi, non posso dire di più – sorride Clementi –. Un’altra iniziativa legata alla cultura, che sottolinea quanto di buono possa nascere attraverso di essa. Con il coro Papageno è stato così: abbiamo scoperto talenti che potranno fare i cantanti di professione. Se non avessimo messo in piedi un coro, forse non l’avrebbero mai scoperto”. 

Al 30 giugno 2015, nel carcere della Dozza erano presenti 695 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 494 persone e di una tollerabile di 700: “Vorremmo tanto trovare un’occupazione per tutti i detenuti, ma più di tanto non riusciamo a fare. La direzione verso cui lavoriamo, è l’ampliamento dell’esecuzione esterna della pena, in collaborazione con enti locali, associazioni e imprese. Il momento è difficile per tutti, ma non smettiamo di impegnarci”. (Ambra Notari)

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