Sanità, Lorenzin: per la robotica abbiamo bisogno di giovani medici
"Al ministero della Salute avrei bisogno anche di altre competenze, di ingegneri, matematici e di statistici, e non solo del radiologo. Immaginiamo un reparto in cui oggi si fa la robotica... Abbiamo bisogno di medici giovani per lavorare con la robotica: anche se a 56/57 anni si puo' imparare a farla, forse a 23/24 si e' piu' adatti perche' si e' nativi digitali. E questo me lo hanno detto gli stessi chirurghi piu' adulti". Cosi' il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenendo oggi a Roma all'incontro dal titolo 'La crescita delle competenze per la qualita' del lavoro in sanita'', organizzato dai sindacati di Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil presso l'aula Magna del Rettorato dell'Universita' Sapienza.
"Quello dei big data- ha poi proseguito- e' un tema che in questi mesi mi sta facendo riflettere molto. La globalizzazione non e' niente rispetto a quello che sta succedendo sul sistema dei dati: sta avvenendo un vero capovolgimento, di cui ci renderemo conto solo col tempo. Il mondo sta cambiando e con lui la medicina e soprattutto il modo di esercitarla all'interno di un reparto ospedaliero o di un poliambulatorio". Chi fa grant office, ha sottolineato ancora Lorenzin, "e' Dio, perche' e' quello che capace di lavorare dal punto di vista amministrativo e farti vincere milioni di euro, di fare sistema con gli altri network e di creare piattaforme logistiche. Ma e' ovvio che tutto questo richiede un cambio di orientamento, una riqualificazione del personale e una formazione costante".
Ha aggiunto il ministro della Salute: "Un altro settore che mi sta particolarmente a cuore- ha sottolineato- e' quello dei nostri lavoratori biomedicali, che sono i migliori a mondo. Ed e' uno dei motivi per cui moltissimi investimenti in questo settore vengono fatti in Italia, perche' noi abbiamo un personale altamente qualificato. Chi deve aprire la sua fabbrica a Mirandola o a Pomezia, chi in un settore chi in un altro, paga un po' di piu' in Italia, rispetto per esempio al Brasile, perche' il nostro personale e' bravissimo e ti da' la garanzia di un prodotto di alta qualita'. Un prodotto che dai nostri stabilimenti viene esportato per il 70% delle loro produzioni, quindi importantissimo".
Per questo, secondo Lorenzin occorre fare "retraining, cioe' riformare il personale e immaginare percorsi di formazione, per chi entra nel settore industriale, in grado di accogliere le nuove tecnologie: se abbiamo gia' la grande industria che produce l'80% del core business, ma quel 20% rimanente, che sara' quello del futuro, lo produciamo in un altro Stato, non va bene. Allora quello che dobbiamo fare e' riqualificare il nostro personale per poter attrarre i siti industriali di questo tipo. La stessa cosa vale ovviamente per il personale sanitario, che deve avere processi di formazione continua- ha concluso il ministro- che gli permettano di agganciarsi al mondo delle nuove tecnologie".
(DIRE)