15 novembre 2016 ore: 18:15
Salute

Sanità, oltre la malattia: ecco libro "Il senso del tumore per la vita"

"Che cos'e' 'Il senso del tumore per la vita'? È cio' che si scopre quando si passa attraverso una malattia cosi' tremenda e quando si riesce a trasformare una grande sfortuna in una opportunita'. Altrimenti la malattia non ha senso". A spiegare il ...

"Che cos'e' 'Il senso del tumore per la vita'? È cio' che si scopre quando si passa attraverso una malattia cosi' tremenda e quando si riesce a trasformare una grande sfortuna in una opportunita'. Altrimenti la malattia non ha senso". A spiegare il significato del titolo del suo libro ('Il senso del tumore per la vita. Un anno nel reparto 'Rari e stravaganti'', Centauria editore, pp. 224, euro 16,90) e' l'autore stesso, Paolo Colonnello, giornalista del quotidiano 'La Stampa', intervistato dall'agenzia Dire oggi a Roma in occasione del convegno 'Un sorriso ti salvera' la vita', che si e' svolto questo pomeriggio nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio. "Con questo titolo- prosegue Colonnello- che forse e' un po' duro e strano perche' unisce la parola 'vita' a una come 'tumore', che ha il significato quasi opposto di morte, ho voluto proprio spiegare come anche da una malattia di questo tipo si possono trovare risorse, come e' capitato a me, per capire meglio che cos'e' la vita".

Ma cosa ha capito, esattamente, dopo questa esperienza? "In realta' non ho scoperto grandi cose- risponde il giornalista- ma piccole e banali, di tutti i giorni. Ho scoperto che potevo tollerare il disordine di casa mia, perche' anche quello e' vita; ho scoperto che si puo' andare a lavoro ma che ci si puo' anche fermare un attimo; ho scoperto che negli altri c'e' uno specchio di se stessi; ho scoperto poi altre cose che gia' sappiamo, ma che spesso dimentichiamo, e cioe' che cosa conta veramente nella vita: gli affetti e la famiglia. Tutte cose che non pratichiamo quasi mai perche' travolti dal lavoro, dai sentimenti, dalle emozioni e anche dalle arrabbiature della vita quotidiana. Il tumore per me e' stato anche un'occasione, dato che ahime' avevo parecchio tempo a disposizione, per utilizzare questo tempo in un modo diverso e guardarmi intorno scoprendo che avevo una meraviglia che e' la vita, il mondo e le persone".

Tornando al titolo del suo libro, il mondo dell'informazione fa fatica a utilizzare una parola cosi' forte e dura come 'tumore'. Quanto e' importante invece guardarla in faccia? "È importantissimo- risponde ancora l'autore all'agenzia Dire- All'Istituto nazionale dei tumori dove finora sono stato curato egregiamente, e dico finora perche' per dieci anni dovro' fare controlli, c'e' uno slogan che io ho sempre trovato efficacissimo: 'Quando fai finta di nulla il tumore ringrazia'. Noi come mass media, e mi sento responsabile anche io perche' faccio il giornalista, abbiamo sempre definito questa malattia 'male incurabile'. Ebbene non e' vero: il tumore oggi e' una malattia che purtroppo e' in costante aumento ma che si cura con nuovi metodi che aiutano a salvare la vita e ad averne poi di nuovo una normale". Secondo Colonnello un 'bravo giornalista' che si occupa di sanita' deve quindi "approfondire cio' di cui parla, come in tutti i campi e in tutti i settori, non essere mai superficiale e pensare sempre che quando scrive ci sono dall'altra parte tante persone che leggono con attenzione, perche' quelle cose le sentono sulla pelle. Per questo- sottolinea- bisogna usare una particolare delicatezza e umanita' ed essere sicuri di quello che si scrive. Profondi".

Un'ultima domanda: si dice che la sanita' italiana sia tra le migliori al mondo. Lei che ne pensa? "Confermo- dice l'autore del libro e giornalista Colonnello- anche se ci sono le eccezioni che noi tutti conosciamo. Succede spesso che ci occupiamo di malasanita', ma in realta' sono davvero eccezioni. La regola e' che nella sanita' pubblica italiana si puo' essere curati bene ed egregiamente perche' ci sono eccellenze davvero mondiali. Dove sono stato in cura io, all'Istituto nazionale dei Tumori, ci sono 'fior' di scienziati, medici e chirurghi che ricevono riconoscimenti in tutto il mondo- conclude- e anche uno stipendio dello Stato".

(DIRE)

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