27 novembre 2017 ore: 14:30
Salute

Sanità, Rezza (Iss): poca informazione sull'Aids porta a una minore percezione del rischio

"Anche se l'incidenza dell'Hiv in termini di diagnosi di infezione sta lentamente diminuendo, per la prima volta andiamo al di sotto della soglia di 3.500 nuovi casi, purtroppo consideriamo questo numero ancora elevato perche' la percezione...

ROMA  - "Anche se l'incidenza dell'Hiv in termini di diagnosi di infezione sta lentamente diminuendo, per la prima volta andiamo al di sotto della soglia di 3.500 nuovi casi, purtroppo consideriamo questo numero ancora elevato perche' la percezione del rischio e' bassa". Cosi' Giovanni Rezza, del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanita' commenta i dati diffusi in occasione della presentazione della campagna 'Con l'Hiv non si scherza, proteggi te stesso e gli altri' promossa dal ministero della Salute.

Rispetto alla popolazione giovanile Rezza ha evidenziato "un aumento relativo nella percentuale di casi diagnosticati in persone che hanno meno di 25 anni" e questo "e' dovuto in parte a una perdita di memoria generazionale" perche' i ragazzi "per fortuna, non hanno conoscenza diretta di parenti o amici con Aids, questo fa si' che la loro percezione del rischio sia piu' bassa. Bisogna informare e ricordare che l'infezione da Hiv ancora esiste- conclude Rezza- anche se grazie alle terapie combinate ci sia ammala meno rispetto al passato".

E proprio una giovanissima studentessa, Priscilla Palmieri, dell'istituto Matteucci di Roma, conferma la mancanza di conoscenza dei ragazzi in materia: "Il tema Aids e' un tema che tra noi giovani e' abbastanza lasciato al caso, non e' affrontato nel modo giusto, quindi secondo me la campagna del ministero della Salute puo' sensibilizzare gli adolescenti su un tema molto importante, perche' le persone vanno protette in tutti i campi della loro salute". (DIRE)

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