7 febbraio 2020 ore: 12:16
Disabilità

Sanremo. Lingua dei Segni in prima serata: “Ma che ne sarà dopo?”

L'interrogativo arriva dall'associazione nazionale interpreti Lis. “E' necessario continuare a fare cultura sulla nostra professione, sul nostro ruolo di professionisti dell'interpretazione linguistica in tanti ambiti, al di là della settimana di show. Continuiamo a batterci per il riconoscimento della nostra professione”
Lingua dei segni, lis: mani "parlanti" - SITO NUOVO

ROMA – La Lingua dei Segni riceve cittadinanza in prima serata, grazie al Festival di Sanremo e alla nutrita squadra di “Lis performer” che stanno raccontando a chi non sente ogni minuto e ogni nota dello spettacolo. Ma servirà questo a dare dignità a una professione che oggi, in Italia, non ha alcun riconoscimento? Se lo chiede oggi l'associazione nazionale interpreti Lis Anios.

“La professione di interprete di lingua dei segni italiana è poco conosciuta a causa della mancanza di una legge nazionale che la riconosca, come invece è già successo in molti paesi d’Europa – ricorda la presidente dell'associazione, Francesca Malaspina - Gli interpreti di lingua dei segni però sono un esercito molto operoso, anche se l'unica tutela della professione e dei suoi aspetti etici e deontologici è frutto dell'iniziativa di associazioni di categoria come Anois. Siamo felicissimi che Rai Pubblica Utilità abbia portato la lingua dei segni in prima serata con interpreti lis professionisti, affiancati da performer che interpretano i brani in gara. Quello dell’interprete Lis è un lavoro importante per garantire il diritto delle persone sorde all’accessibilità in qualsiasi ambito della loro vita e la loro piena partecipazione alla vita sociale e politica del nostro Paese”.

E fa riferimento, Malaspina, ai diversi contesti in cui questa figura potrebbe e dovrebbe avere un ruolo chiave. “Il nostro lavoro in questo caso è quello di tradurre uno spettacolo, ma esistono innumerevoli ambiti della vita quotidiana nei quali è richiesta la nostra figura: una traduzione in Tribunale, o in una sala operatoria o nella stipula di un atto notarile, all'università. L'interprete Lis – assicura - è un professionista con solide competenze linguistiche, culturali, deontologiche: è perciò necessario continuare a fare cultura sulla nostra professione, sul nostro ruolo di professionisti dell'interpretazione linguistica, al di là della settimana di show”.

Di qui l'auspicio e l'impegno dell'associazione. “Ci auguriamo che quando calerà il sipario dell'Ariston la LIS continui ad essere così popolare. Noi continueremo a batterci per il riconoscimento della nostra professione. Continueremo a lavorare perché si attivino corsi di laurea per formare professionisti seri ed evitare improvvisazioni di 'appassionati della Lis' che poco conoscono gli aspetti tecnici, oltre che etici e deontologici, di una professione difficilissima e tanto affascinante come la nostra. Nel rinnovare le congratulazioni ai nostri colleghi impegnati nella kermesse e i complimenti a Rai Pubblica Utilità per l’iniziativa, così come già espresso dall'Ente nazionale sordi, auspichiamo per il futuro una maggiore accessibilità dei programmi d'informazione e divulgazione”.

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