Sant'Andrea, su 250 visite di adolescenti la metà in ambito psichiatrico
ROMA - "Su circa 90 pazienti, tra i 12 e i 18 anni, dall'inizio dell'anno ad ottobre abbiamo erogato 250 prestazioni. E una buona quota di queste visite, piu' del 50%, hanno riguardato l'ambito psicologico-psichiatrico". Cosi' Lorenzo Sommella, direttore sanitario del Sant'Andrea, intervistato dalla Dire a margine della XII edizione del Sanit - Forum internazionale della salute, in merito al 'Percorso dell'adolescente' allestito dall'ospedale romano. "Abbiamo notato- prosegue- che molti degli accessi sono quindi richiesti per una visita psichiatrica, per disturbi del tono dell'umore o dell'ansia: tutte condizioni, queste, che sicuramente sono in crescita nel mondo dei nostri giovani".
Da parte degli adolescenti, pero', c'e' una sorta di resistenza nell'esprimere i propri disagi, soprattutto se riguardano disturbi psichiatrici. Ma perche' sempre piu' giovani, oggi, hanno bisogno di un aiuto in questo senso? "Direi che si tratta di un disagio generalizzato- risponde Sommella alla Dire- perche' oggi ci sono moltissime determinanti. Rimane il fatto, pero', che oggi sempre piu' ragazzi ricorrono ad un aiuto psicologico o psichiatrico. Si tratta, quindi, di un fenomeno certamente in crescita. I nostri giovani sempre piu' hanno delle condizioni latenti, ma sicuramente possono beneficiarsi di un aiuto".
Al Sant'Andrea, intanto, va avanti il percorso integrato di prevenzione, diagnosi e cura dedicato ai bisogni dei piu' giovani. "Il 'Percorso dell'adolescenza'- spiega ancora Sommella- e' un modo per accompagnare i ragazzi attraverso una serie di ambulatori specialistici che trattano patologie di competenza di questa fascia d'eta'. Ma la caratteristica di questo percorso- sottolinea- che lega tra loro sei specialita' differenti, e' che se l'adolescente entra in contatto per esempio con il dermatologo, per un problema di acne, e poi manifesta anche un'altra problematica, e' lo stesso specialista a predisporre gli atti amministrativi e ad avvertire un altro specialista competente del fatto che quel paziente andra' da lui o da lei".
Una facilitazione dal punto di vista amministrativo, dunque, ma anche un grande aiuto per gli adolescenti "che molto spesso non hanno facilita' ad esprimere i loro problemi medici". L'incontro dell'adolescente con il medico, spiega infatti Sommella, avviene "per lo piu' a seguito di un incidente o comunque casualmente. Mentre invece noi, cosi' facendo, riusciamo a mettere in evidenza delle patologie che magari possono anche essere insospettate". Insomma, conclude il direttore sanitario del Sant'Andrea, questo modo "di affrontare patologie del genere sta evidentemente riscontrando un certo successo". (DIRE)