15 novembre 2017 ore: 15:24
Giustizia

Sartoria sociale, inaugurati i nuovi locali confiscati alla mafia

Attivi progetti in tre scuole e un laboratorio dentro il carcere Pagliarelli di Palermo. Borse e vestiti realizzati da minori stranieri, disabili e persone inserite nel circuito penale
Sartoria sociale palermo
Sartoria sociale palermo

PALERMO - Sensibilizzare anche i giovani delle scuole per conoscere l'impegno delle persone più fragili nel produrre vestiti, borse. E' questa una delle novità della sartoria sociale Al Reves che, ieri pomeriggio, ha inaugurato, con la partecipazione di don Luigi Ciotti, del sindaco di Palermo Orlando e del responsabile area Retail Palermo centro di UniCredit, i suoi nuovi locali confiscati alla mafia, di via Alfredo Casella. La sartoria sociale El Reves è un progetto di impresa sociale multidimensionale che riunisce stilisti, sarti e amanti del cucito di varie etnie in un laboratorio in cui lavorano insieme persone giovani e meno giovani, italiani e stranieri, in situazioni di disagio sociale, relazionale occupazionale, impegnati nel recycling e upcycling di abbigliamento usato donato in gran parte da cittadini. 

Per il momento a prestare la loro opera nella realizzazione di vestiti, borse, sciarpe ci sono 6 persone in misura cautelare inviate dall'Uepe, 4 minori stranieri non accompagnati che provengono dal centro diaconale valdese La Noce e due persone con disabilità psichica. Inoltre, da due mesi la sartoria in collaborazione con il Rotary, ha ripreso il suo laboratorio all'interno del carcere Pagliarelli due volte alla settimana che coinvolge 5 detenute. L'obiettivo della sartoria è in questo caso quello di fare acquisire alle donne delle competenze professionali in modo da poterle spenderle in un secondo momento anche all'esterno.

La sartoria sociale Al Reves ha iniziato la sua attività nel 2012 in uno sgabuzzino e solo dopo un certo tempo è riuscita a vincere il bando che le ha fatto ottenere questi locali. Oltre 70 sono stati, fino a questo momento, tra migranti, detenuti e persone in difficoltà coloro che hanno beneficiato di questa attività. La cooperativa sociale fa parte della rete di Addiopizzo e di Libera. Il bene, affidato dal Comune di Palermo apparteneva al mafioso Antonino Buscemi e la sua riqualificazione, dopo 15 anni di abbandono, è stata sostenuta da Unicredit, Fondazione Vismara, Ikea, Leroy Merlin e da tanti cittadini comuni.

sartoria sociale palermo 2

In particolare, la donazione di UniCredit è stata finanziata da una carta di credito, la "UniCreditCard Flexia Classic E", che raccoglie il 2 per mille di ogni spesa effettuata dai clienti, alimentando così un fondo che la banca destina ad iniziative di solidarietà nel territorio. "Avere questo immobile è senz'altro il coronamento di tutto il nostro impegno nato nel 2012. Inoltre, per la filosofia che caratterizza da sempre il nostro lavoro - dice la vicepresidente della cooperativa sociale Laura Di Fatta - è stato davvero molto importante e significativo con la partecipazione di don Luigi Ciotti restituire alla comunità questo immobile. Proprio per questo, sempre nello spirito del bene comune, quest'anno coinvolgeremo 3 scuole. In particolare, in un primo momento sensibilizzeremo i ragazzi sui temi sociali e poi li porteremo anche in giro per conoscere e toccare con mano alcune realtà con le quali collaboriamo. Ci tengo, infine a dire che, il nostro gruppo di lavoro dentro la sartoria è volutamente misto perché crediamo che in questo modo si crea uno scambio di risorse important e e significativo dal punto di vista umano e sociale".

Tra le prossime iniziative di Al Reves c'è la collaborazione con il gruppo Bastonquadro che all'interno della sede realizza coperte ai ferri per i senzatetto e il progetto 'ricucire il territorio' con vendita di prossimità ed e-commerce. I prodotti sono disponibili presso la sede della sartoria sociale e sul sito www.sartoriasociale.com (set) 

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