22 aprile 2014 ore: 14:49
Immigrazione

Sbarchi, Arci: “Indispensabile un tavolo con le associazioni"

L’appello del responsabile immigrazione Miraglia, ma da governo e Viminale ancora nessuna risposta. “Le prefetture si rivolgono a noi per l’accoglienza, ma quando si tratta di ragionare sulle soluzioni non veniamo presi in considerazione”
Immigrazione, barcone pieno di immigrati, sbarchi

ROMA – “Siamo quelli a cui si rivolgono le prefetture per trovare luoghi di accoglienza e attivare i servizi per i migranti, ma al momento non c’è alcuna intenzione da parte del Viminale e del governo di attivare un tavolo con le associazioni”. Dopo gli sbarchi di Pasqua, Filippo Miraglia, responsabile immigrazione per l’Arci, torna a lamentare la scarsa attenzione delle istituzioni verso le associazioni che da tempo chiedono di avere voce in capitolo nella gestione degli arrivi dei migranti. “A più riprese e assieme ad altre organizzazioni abbiamo richiesto al governo l’istituzione di un tavolo in cui anche le associazioni potessero esprimere la loro opinione”, spiega Miraglia, ma ad oggi alcuna risposta.

Eppure, le associazioni restano uno dei punti di riferimento sui territori. “In questo momento le prefetture stanno continuando a cercare posti senza alcuna qualità con l’unico intento di trovare posti letto – afferma Miraglia -. Poi, però, gli stessi prefetti chiamano le organizzazioni che hanno un’esperienza sul territorio, tra cui anche l’Arci, per attivare servizi. Noi stiamo continuando a rispondere, anche se sempre con maggiore difficoltà, sperando che il governo ci chiami. Condizione indispensabile a cui pare che il governo non presti alcuna attenzione”. Per Miraglia, però, la mancata convocazione delle associazioni è solo una parte del problema. A mancare è soprattutto una “programmazione” degli interventi . “Per l’ennesima volta – continua Miraglia -, c’è un’approssimazione nel trovare risposte che è assolutamente inaccettabile e che rappresenta uno spreco di risorse. Le persone vengono più volte spostate e accolte in strutture inadeguate come bed & breakfast, alberghi e non vengono seguite da nessuno. Le risposte senza alcuna organizzazione sul territorio hanno un impatto molto negativo. Più volte mi è capitato di assistere all’arrivo di questi profughi in strutture alberghiere assolutamente impreparate”.

Per Miraglia, la gestione complessiva degli interventi di accoglienza “è cialtrona e approssimativa”, anche se le promesse del governo alle Regioni fanno ben sperare. “Al momento non vediamo in alcun modo via d’uscita – spiega il responsabile immigrazione dell’Arci -. Sappiamo che in conferenza  unificata il governo si è impegnato a trovare le risorse per attivare i posti aggiuntivi dello Sprar. Noi, con le nostre strutture, siamo pronti a fare la nostra parte, ma c’è bisogno di riconoscere il ruolo delle organizzazioni sociali per evitare gli errori fatti fino ad ora”. Unico punto  di contatto tra istituzioni e associazioni resta quello dell’Anci. “Ci hanno assicurato che avrebbero preso in carico le nostre segnalazioni, ma mi pare che non ci sia alcuna intenzione di coinvolgere le associazioni. Noi non pretendiamo di essere coinvolti perché pensiamo di saperne più degli altri, pensiamo semplicemente di rappresentare una realtà che viene chiamata su tutto il territorio nazionale, ma quando si tratta di ragionare sulle soluzioni non veniamo presi in considerazione e questo ha delle conseguenze, perché ad oggi le soluzioni non sono assolutamente adeguate”. 

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