30 giugno 2014 ore: 16:41
Immigrazione

Sbarchi, Caritas: "Accoglienza sempre più emergenziale"

Il commento di Oliviero Forti: “Il piano del governo è fermo per mancanza di risorse e di volontà politica. L’estate passerà così in emergenza”. Intanto i centri, soprattutto quelli siciliani, sono al collasso: “I migranti scappano per le condizioni disumane”
Sbarchi. Barcone colorato con immigrati

ROMA – I centri di accoglienza sono quasi tutti al collasso e quello che si prospetta nei prossimi mesi è un intervento sempre più “emergenziale”, perché quella dell’accoglienza è “un’impresa ormai titanica che nessuno ha ben chiaro come fronteggiare”. A sottolineare la situazione di stallo del nostro paese di fronte al continuo arrivo di migranti è Oliviero Forti, responsabile immigrazione di Caritas italiana.

“Si tratta di flussi che erano previsti e prevedibili, si sa infatti che sulle coste libiche ci sono migliaia di migranti porti a partire – spiega – ma è bastato un miglioramento delle condizioni meteo per far riprendere gli sbarchi con numeri così ingenti. Di fronte a questa situazione registriamo, però, un’ impasse generalizzata. Abbiamo ragione di ritenere che l’estate passerà così, con una situazione di accoglienza del tutto emergenziale”. Il piano che il governo sta mettendo a punto con regioni e comuni (e che prevede l’istituzione di hub regionali da 100 posti) è infatti ancora fermo, “per mancanza di risorse ma anche di volontà politica – aggiunge Forti – perché alcune regioni non sono affatto d’accordo su questo piano. E poi ci sono da valutare anche i tempi tecnici per l’attivazione di tutto il sistema. Di fatto l’estate passerà senza che ci sia un piano, forse qualcosa si muoverà in autunno. Servirebbe invece un intervento immediato e pianificato, ma per ora nessuno sa bene come muoversi”.

A essere sotto pressione sono in particolare i centri di accoglienza siciliani, dove approdano le navi della marina militare impegnate nell’operazione Mare nostrum. “Nei centri dell’isola la situazione è emergenziale e gli standard di accoglienza sono bassissimi - aggiunge Valerio Landri, direttore della Caritas di Agrigento -. Le strutture sono piene e le prefetture sono alla ricerca continua di strutture dove trasferire i migranti. Un’impresa che è sempre più difficile. Nel frattempo sono molti gli immigrati che fuggono dai centri, soprattutto i siriani e gli eritrei. Molti di loro, infatti, arrivano qui con l’idea di continuare il viaggio nel nord Europa dove hanno amici e parenti, e così invece di fermarsi in un centro, dove le condizioni sono disumane, preferiscono dormire in stazione in attesa di poter prendere la via della fuga sul primo treno”. (ec) 

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