19 giugno 2014 ore: 11:10
Immigrazione

Sbarchi, Sami (Unhcr): "Regolamentare flussi per i primi giorni dopo l'arrivo"

Sono 58 mila le persone arrivate in Italia via mare da gennaio. La portavoce: "Italia passi dall'emergenza alla programmazione". Priorità: regolamentare flussi per i primi 2 o 3 giorni dopo l'arrivo e identificare le persone
Mauro Prandelli Evros 5 - A piedi al tramonto

A piedi al tramonto. Prangio, sulla strada che collega Orestiada ad Alessandropoli si vedono passare gruppi di migranti che hanno appena attraversato il fiume. C'è chi ha freddo, chi è stanco, chi non mangia da giorni. Tutti hanno rischiato la vita

Roma - "La maggior parte delle persone che arrivano in Italia o in Europa, attraversando il Mediterraneo in condizioni rischiosissime, fugge dalla guerra, dalla violenza". Cosi' Carlotta Sami, portavoce italiana dell'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ai microfoni di "Prima di tutto", radio 1, sull'emergenza immigrazione.

"Solo poche ore fa - aggiunge -, un campo profughi in Siria, ai confini con la Giordania, e' stato bombardato e sono morte decine di donne e bambini. Queste sono le persone che, in base alla convenzione di Ginevra, tutti i Paesi dell'Unione Europea devono accogliere. E' una questione di diritti e pone delle difficolta' in termini di organizzazione, di strategie. La maggior parte di queste persone non vuole stare in Italia, vuole andare in Paesi del Nord Europa. E questo pone all'Italia un problema in termini di accoglienza ma anche a tutto il resto d'Europa, con altri Paesi che accolgono centinaia di migliaia di rifugiati, molto piu' dell'Italia".

Quindi, spiega Sami, "si tratta di lavorare su binari che procedono insieme con una mutua assunzione di responsabilita'. Oggi, alla vigilia della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, noi facciamo un appello affinche' l'Italia vari un efficace piano di accoglienza, passi dalla fase dell'emergenza a quella della programmazione: programmazione significa regolamentare questi flussi per i primi 2-3 giorni dopo l'arrivo, identificare le persone che arrivano ed allargare questa condivisione di responsabilita' agli altri Stati dell'Europa".

Sulle dimensioni sempre piu' ampie del fenomeno immigrazione, Sami aggiunge: "Sono 58 mila le persone arrivate in Italia via mare da gennaio: numeri importanti ma pensiamo all'Iraq: in 3 giorni, sono fuggite 300 mila persone. Noi come Italia e come Europa - sottolinea la portavoce italiana dell'Unhcr - abbiamo tutti i mezzi idonei per attrezzarci e risolvere il problema, appunto, con l'organizzazione. Dobbiamo iniziare a ritenere strutturale e non occasionale questo fenomeno, che verra' acuito dal proliferare di conflitti nel mondo; c'e' un deficit di pace, e quello che noi possiamo fare come agenzia umanitaria e' sicuramente portare un contributo, un supporto ma poi si deve approntare tutta una serie di iniziative atte ad affrontare il problema dei conflitti dal punto di vista strategico e della prevenzione". (DIRE)

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