30 aprile 2014 ore: 16:04
Immigrazione

Sbarchi, Unhcr: “Italia al semestre europeo con un piano per l'accoglienza"

La portavoce Sami: “Se i posti saranno aumentati a 50 mila, vigilare su standard e gestione". Sull'ipotesi del sottosegretario Minniti di mettere in piedi un’operazione di prima accoglienza in Libia: "Non ci sono le condizioni"
Sbarchi, nave soccorre barca immigrati

ROMA – “L’Italia si presenti al semestre di presidenza europeo con un piano dettagliato, di medio lungo termine, sull’accoglienza. Ci auguriamo, inoltre, che ci sia in tempi brevi anche un’estensione a livello europeo delle operazioni di salvataggio in mare”. A sottolinearlo è la portavoce per il Sud Europa dell’Unhcr, Carlotta Sami. 

Sul fronte italiano “il problema dell’accoglienza è reale, c’è un afflusso notevole di persone, che è alto e sarà in crescita – continua Sami - riconosciamo lo sforzo che è stato fatto dall’Italia ma se, come dice il Viminale, i posti per l’accoglienza  verranno portati  a 50 mila, si dovrà vigilare con attenzione sugli standard: si tratta infatti di strutture diversissime, si va dai Cara ai Centri di prima accoglienza a tutte quelle strutture che non nascono per accogliere i richiedenti asilo, come gli alberghi o i pensionati. Per questo raccomandiamo che il governo metta a punto un piano dettagliato che si focalizzi sugli standard di accoglienza, sulle iniziative di monitoraggio specifiche e su una chiara selezione di chi deve gestire questi centri e come”.

A livello internazionale il problema più grande resta la Libia, spiega Sami, dove difficilmente si potrà mettere in piedi un’operazione di prima accoglienza come ipotizzato dal sottosegretario Marco Minniti. “Per ora, come ricordava lo stesso Minniti, non ci sono le condizioni di sicurezza, i nostri colleghi  lavorano lì sotto coprifuoco e non abbiamo ancora l’accreditamento del nostro rappresentante in Libia – spiega la portavoce dell’Alto commissariato -  Al momento la Libia è il problema più grosso perché non c’è una gestione governativa di nessun tipo. Il paese è in mano ai clan, le persone vengono sequestrate o imprigionate, molte donne vengono abusate. Non ci sono condizioni di sicurezza per aprire, in tempi brevi, campi per i rifugiati”. (ec) 

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