3 giugno 2013 ore: 16:16
Disabilità

Scalare le montagne senza vederle: storia di un alpinista cieco

Sul numero di giugno di Superabile Magazine l'intervista all'austriaco Andy Holzer, autore di un'autobiografia da poco pubblicata in italiano, e tante altre storie di sport, lavoro, turismo e cultura
Andy Holzer

Andy Holzer

Roma – Andy Holzer è un alpinista austriaco cieco dalla nascita, che scala al buio le cime più alte del mondo. Alla sua storia è dedicata l’intervista principale del numero di giugno di SuperAbile Magazine, la rivista dell’Inail sui temi della disabilità, consultabile anche online a partire da oggi. Holzer – che ha scritto un’autobiografia best-seller in Germania, Austria e Svizzera, da poco pubblicata in italiano da Keller con il titolo “Gioco d’equilibrio l’alpinista austriaco scala al buio” – racconta la sua vita a partire dall’infanzia vissuta a Lienz, paesino del Tirolo orientale, fino ai concerti del suo duo musicale per approdare infine a una passione “temeraria”: le vette.
 
Sempre sul numero di giugno di SuperAbile Magazine un’inchiesta su quanti tornano al lavoro dopo un infortunio durante lo svolgimento delle proprie mansioni lavorative. E ancora un articolo su Cem, il Centro di educazione motoria di Roma gestito dalla Croce rossa a partire dal 1956, che rischiava di essere smobilitato per mancanza di fondi. Una chiusura scongiurata, almeno momentaneamente, grazie alla determinazione dei genitori che si sono opposti con tutte le forze. Si parla inoltre di Specialist People, una fondazione oggi attiva a livello internazionale, che si occupa di inserire nel mondo del lavoro persone affette da disturbi dello spettro autistico, nei settori della programmazione e della consulenza informatica. Tra gli altri servizi la storia di Daniela, ginnasta con sindrome di Down, che si prepara alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro 2016 e l’esperienza dell’associazione SassieMurgia che ha deciso di rendere la città di Matera accessibile anche a chi ha una disabilità sensoriale, proponendo itinerari turistici ad hoc. Per finire tante fotografie, libri, cultura, fumetti che testimoniano un’unica cosa: portare la disabilità fuori dal ghetto è possibile.

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