19 ottobre 2016 ore: 18:29
Immigrazione

Scarsa accoglienza ai rifugiati? La regione si infuria con la Fondazione Migrantes

La sferzata della Fondazione secondo cui l’Emilia-Romagna è fanalino di coda nell’accoglienza dei rifugiati fa arrabbiare l’assessore al Welfare. I dati della Regione corrispondono a quelli del Dossier ma Gualmini contesta l’analisi: “Non si pososno paragonare cittadini stranieri residenti qui da 30 anni con quelli arrivati negli ultimi 4 anni"
Gruppo di migranti africani

BOLOGNA – La sferzata della Fondazione Migrantes sull’Emilia-Romagna fanalino di coda nell’accoglienza dei rifugiati fa arrabbiare la Regione. E così la vicepresidente Elisabetta Gualmini risponde duramente al direttore della fondazione, monsignor Giancarlo Perego. “Nessuno può dire che l’Emilia-Romagna non sia una regione che non accoglie migranti - attacca Gualmini in una nota - essendo da sempre protagonista su temi che sono per noi di assoluta rilevanza quali l'accoglienza e l’integrazione, e che fanno parte del Dna di questa regione: tanto è vero che sia per i cittadini stranieri residenti sia per i richiedenti asilo siamo una delle regioni che accoglie di più”. In realtà, i dati in possesso di viale Aldo Moro coincidono con quelli della Fondazione Migrantes, che parla di oltre 10.000 profughi ospitati in Emilia-Romagna. Ciò che Gualmini contesta è la dura analisi di Perego, sulla differenza nell’accogliere immigrati economici e richiedenti asilo. “Rimango molto perplessa di fronte all’interpretazione fornita dalla Fondazione Migrantes dei dati relativi agli arrivi - dice chiaro e tondo Gualmini - non ha molto senso paragonare i cittadini stranieri residenti nella nostra regione da oltre 30 anni con i richiedenti asilo arrivati in Italia negli ultimi quattro anni. È chiaro che i primi, cittadini residenti di seconda e terza generazione, sono in numero molto maggiore rispetto a coloro che fuggono dalle guerre e che sbarcano dalle nostre coste dalla fine del 2011 in avanti, dall’emergenza Nord Africa. Paragonare due fenomeni che hanno radici così diverse non mi pare adeguato”. 

Oltretutto, sostiene la vicepresidente della Regione, “sia per il primo gruppo che per il secondo gruppo siamo una delle regioni che accoglie di più”. Per quanto riguarda i cittadini stranieri, snocciola i numeri Gualmini, l’Emilia-Romagna ha “il record assoluto di presenze, oltre il 12%, e il primato nelle scuole degli studenti stranieri, l’8%”. E anche per quanto riguarda i richiedenti asilo, sottolineea la vicepresidente della Regione, “siamo arrivati a circa 11.000 profughi, accolti sempre con una collaborazione costante con la Prefettura e i Comuni. E penso che i sindaci siano testimoni eccellenti di questo, anche perché in Emilia-Romagna oltre il 50% dei Comuni accolgono richiedenti asilo, a fronte di una media nazionale che non supera il 32%. Non va dimenticato che il nostro modello di accoglienza ha ispirato quello che è diventato poi il modello nazionale così come definito dal decreto legislativo 142 del 2015”. Detto questo, Gualmini condivide il fatto che “non si può più agire secondo una logica di emergenza e che occorre strutturare un modello di accoglienza che sia dignitoso per tutti, sia per chi arriva che per chi accoglie”.  

Ma, insiste la vicepresidente della Regione, “non ci sembra davvero di esserci tirati indietro rispetto alle richieste di ospitalità di bambine e bambini, donne e adulti, sia per quanto riguarda l’accesso ai sevizi della sanità pubblica, sia con i progetti di integrazione messi in atto da associazioni, enti locali, cooperative e strutture del ministero dell’interno. Solo quest’anno, infatti, sono stati impegnati oltre 1.000 profughi impegnati in attività di pubblica utilità”, rivendica Gualmini. (Dire)

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