Scatti da tutto il mondo raccontano la cecità: al via il Perugia social photo
Foto di Aldo Soligno
| Foto di Aldo Soligno |
ROMA - Dall’incapacità fisica di vedere, intesa come atto di registrazione della realtà e acquisizione di un’immagine, ai processi di disconoscimento delle proprie emozioni che possono portare all’analfabetismo emotivo, fino alle azioni, individuali o collettive, di filtraggio e modifica delle informazioni come estrema difesa, che possono degenerare in una chiusura totale verso ciò che appare una minaccia. La “cecità” in tutte le sue accezioni è il tema scelto per l’edizione 2016 del Perugia social photo fest (Pspf), il primo festival internazionale dedicato alla fotografia sociale e alla fotografia terapeutica, che torna nel capoluogo umbro dall’11 al 28 marzo. Il programma“Blindspot” prevede quest’anno 17 mostre di importanti artisti internazionali, ma anche seminari e incontri.
“Crediamo molto in questa quarta edizione del festival, che ci vede sempre più coscienti nel non voler essere etichettati come una semplice manifestazione culturale ma come un prezioso e unico momento internazionale di incontro e riflessione che apre ad un importantissimo ruolo che la fotografia può avere nella società di oggi, quello terapeutico e sociale - sottolinea Antonello Turchetti, direttore artistico del Perugia Social Photo Fest –Per noi la diversità sociale e l’esperienza di vita sono ricchezze che fruttano maggiormente se condivise. Per questo invitiamo tutti a partecipare a questa nuova edizione che avrà come tema la “cecità” per dialogare, capire ed apprendere, e creare quindi uno scambio positivo e proficuo di energie, conoscenze ed esperienze.” E sono tante le esperienze che si confronteranno sui temi del sociale, all’interno del festival. Il focus delle mostre e dei workshop si concentrerà sul mondo della “cecità”, inteso non solo come incapacità di vedere attraverso gli occhi, ma anche come atteggiamento emotivo e sociale. Come sempre il tema del festival sarà affrontato portando come testimonianza esempi di fotografia sociale, di denuncia e riflessione, di riscatto di identità individuali e collettive, mezzo per dar voce agli “esclusi” e quindi strumento di inclusione sociale e di fotografia terapeutica intesa come mezzo di riattivazione della percezione e di uno stimolo interiore personale soprattutto laddove c’è una difficoltà di comunicazione per attivare un processo di autocoscienza e di esplorazione del se.
Diciassette le mostre in programma: “The Egon project” di Sara Casna e “TIA – Fotoelaborazione del trauma psichico” di Mauro Battiston (entrambi vincitori della Call for Entry), Distant & Close di Alla Mirovskaya (che ha vinto il premio speciale della giuria per la Call for Entry), “Fuori dall’Ombra” di Silvia Amodio, “Bethania” di Valerio Bispuri, “First sight” di Brent Stirton, “Nobody Claps anymore” di Alec Dawson, “Lucha” di Marianna Ciuffreda, Chiara Moncada e Marco Vignola, “Inside Outside Under Bucharest” di Massimo Branca e Igor Marchesan (Collettivo Fotosocial), “Letizia” di Danilo Garcia Di Meo, “Ghosts from the past” di Karl Mancini, “Dependency” di Giovanni Presutti, “In-Sight, In-Mind” di Steve Erra, Mark Andres, Victorine Floyd Fludd (Collettivo SEEINGWITH PHOTOGRAPHY, New York), “Rare Lives” di Aldo Soligno, “Iris” di Alessio Vissani. Confermate due ulteriori mostre dei fotografi non vedenti Evgen Bavcar con “Narcise san Miroir” e Kurt Weston con “Blind Vision”.
| Foto di Alec Dawson |
All’interno del festival è anche prevista l’annuale conferenza internazionale “Experiencing Photography” sullo stato della fototerapia e la fotografia terapeutica e i diversi usi in ambito sociale che si terrà il 19 e 20 marzo (Hotel San Gallo – Via Masi 9, Perugia). La conferenza prevede due sessioni mattutine con la partecipazione di esperti italiani e internazionali che si confronteranno sull’utilizzo delle fotografie per migliorare il benessere e ridurre l’esclusione sociale, e quattro workshop esperienziali su diversi modi di utilizzare il linguaggio fotografico nell’ambito delle relazioni d’aiuto e come strumento di conoscenza del sé. Ci saranno, poi, presentazioni di libri con autori ed esperti del tema, workshop, talk e dibattiti. Tra questi il 13 Marzo, è previsto l’ incontro “Cecità sociale: il ruolo dell’informazione e della comunicazione” con Gigliola Foschi, giornalista, critica d’arte e della fotografia e docente di Storia della Fotografia, Renata Ferri, giornalista, photoeditor e curatrice e il fotogiornalista Alfredo Bini per riflettere sul ruolo dell’informazione e della comunicazione nel creare e dirigere l’opinione pubblica e creare una conoscenza diffusa, che trasforma il modo di pensare e di essere di ciascuno di noi. Il 16 Marzo si farà poi l’aperitivo al buio, in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sezione provinciale di Perugia, per scoprire un mondo che non è quello di chi non vede, ma soprattutto quello che solitamente non vediamo noi, concentrati a inseguire luccichìi e suggestioni degli occhi. Il 17 Marzo è attesissima la lectio magistralis di Letizia Battaglia, una delle più audaci e impegnate fotografe italiane, per trent’anni portavoce della sua terra, la Sicilia, con immagini in bianco e nero crude e dolorose, di profonda denuncia dell’attività mafiosa e dei ripetuti attacchi alla società civile.