School bonus per i privati che investono e crowdfunding. "Risorse pubbliche non bastano"
Roma - "Le risorse pubbliche non saranno mai sufficienti a colmare le esigenze di investimenti nella nostra scuola". Lo sottolinea il governo nel documento che anticipa la riforma della scuola, dove si osserva che "sommare risorse pubbliche a interventi dei privati e' l'unico modo per tornare a competere. Non c'e' quindi nulla da temere dall'idea che risorse private possano contribuire a trasformare la scuola in un vero investimento collettivo".
Attirare soldi privati va incentivato: "Per le scuole deve essere facile, facilissimo ricevere risorse. La costituzione in una Fondazione, o in un ente con autonomia patrimoniale, per la gestione di risorse provenienti dall'esterno, deve essere priva di appesantimenti burocratici. E poi va offerto al settore privato e no-profit un pacchetto di vantaggi graduali per investimenti in risorse umane o finanziarie destinato a singole scuola o reti di scuole, attraverso meccanismi di trasparenza ed equita' che non comportino distorsioni".
Lo strumento è lo "School Bonus" (sulla falsariga dell' 'Art Bonus'), "un bonus fiscale- si legge - per un portafoglio di investimenti privati nella scuola". Il secondo strumento, chiamato 'School Guarantee', e' invece "mirato a premiare in maniera piu' marcata l'investimento nella scuola che crea occupazione giovanile". Il terzo strumento coinvolge invece tutti i cittadini e mira ad incentivare meccanismi di microfinanziamento diffuso a favore della scuola, il cosiddetto crowdfunding", per sostenere la quale "il governo valutera' di mettere a disposizione finanziamenti fino a 5 milioni di euro all'anno per fare matching fund con rapporto 1:1 o 1:2 su progetti in grado di dimostrare uno specifico impatto o raccogliere significativo sostegno pubblico. Cio' significa che per ogni euro, o due a seconda del rapporto, messo dai cittadini su questi progetti, lo Stato ne mettera' a disposizione un altro". (DIRE)