18 ottobre 2013 ore: 15:53
Salute

Sclerosi multipla, disturbi cognitivi per 70% dei pazienti

Roma - I massimi esperti a livello internazionale nel campo della ricerca neurologica sulla Sclerosi Multipla (SM) sono da oggi riuniti a Taormina, in occasione dell'evento "Cognitive dysfunction in MS: New insights and clinical management". Organiz...

Roma - I massimi esperti a livello internazionale nel campo della ricerca neurologica sulla Sclerosi Multipla (SM) sono da oggi riuniti a Taormina, in occasione dell'evento "Cognitive dysfunction in MS: New insights and clinical management". Organizzato da Serono Symposia International Foundation (SSIF), l'incontro si pone l'obiettivo di confrontarsi sulla natura e sulla corretta gestione clinica dei disturbi cognitivi provocati dalla Sclerosi Multipla, malattia che l'Organizzazione Mondiale della Sanita' ha inserito tra quelle socialmente piu' gravose, con costi sociali superiori a quelli sostenuti per altre patologie come l'Ictus cerebrale e l'Alzheimer.

Dagli studi presentati nella citta' siciliana emerge, tra l'altro, che fino al 70 % delle persone affette da sclerosi multipla soffre di disturbi cognitivi1. Questa condizione colpisce frequentemente i pazienti anche nelle primissime fasi della malattia, con un effetto negativo sulla loro qualita' della vita e le relazioni sociali. La sclerosi multipla e' una delle malattie neurologiche piu' comuni al mondo e il numero stimato delle persone affette da questa patologia e' passato da 2,1 milioni nel 2008 a 2,3 milioni nel 20132. Il danneggiamento cognitivo si manifesta soprattutto in una minore attenzione, nella diminuita velocita' di elaborazione delle informazioni (episodica), nella scarsa memoria, altera le funzioni esecutive e spesso colpisce la vita personale e professionale dei pazienti.

Questa disfunzione cognitiva nella Sclerosi Multipla "ha un forte impatto sulle attivita' della vita quotidiana dei pazienti- ha dichiarato Francesco Patti, Professore di neurologia Universita' degli Studi di Catania e Responsabile del Centro Sclerosi Multipla Policlinico di Catania del Dipartimento di Neuroscienze, Universita' di Catania, organizzatore scientifico locale dell'evento- Anche se stiamo ancora discutendo su come trattare il declino cognitivo, studi controllati indicano che le terapie immunomodulanti sono associate ad un miglioramento cognitivo modesto".

L'obiettivo della due giorni di Taormina, che si chiude domani, e' inoltre quello di esaminare lo stato dell'arte nel campo dei problemi cognitivi e di fornire nuovi approfondimenti su aspetti significativi di questi disturbi in pazienti affetti da Sclerosi Multipla, come ad esempio:

- I problemi affettivi ed emozionali

- La riserva cognitiva

- Le nuove tecniche e gli strumenti di valutazione MRI (imaging a risonanza magnetica)

I disturbi cognitivi, di cui i pazienti sono spesso inconsapevoli poiche' non sempre riconoscibili in maniera chiara, possono manifestarsi anche al momento del primo attacco, in qualsiasi tipo di SM, in qualsiasi stadio ed a qualsiasi eta'. Nel corso dei lavori, ampio spazio sara' dedicato ai disturbi cognitivi della popolazione pediatrica affetta da Sclerosi Multipla.

"Questa malattia- ha spiegato Giancarlo Comi, direttore del Dipartimento di Neurologia e dell'Istituto di Neurologia Sperimentale, Universita' Vita-Salute San Raffaele, Milano, Italia e Presidente del Comitato Scientifico SSIF- colpisce soprattutto i giovani ed e' quindi molto importante migliorare la gestione del deficit cognitivo. In un campo cosi' difficile, il nostro impegno e' quello di migliorare la gestione clinica e questo tipo di discussione puo' sicuramente aiutare a condividere le conoscenze e le raccomandazioni per una buona pratica clinica".

(DIRE)

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