17 luglio 2015 ore: 15:08
Immigrazione

Scontri Casale San Nicola, Caritas: “Clima d'odio che mai si era visto in Italia"

Commentando la protesta di stamattina contro i profughi, l'organizzazione richiama alla comprensione del fenomeno migratorio nel suo complesso: “L’accoglienza non può scontrarsi con gli egoismi, gli interessi e le paure”
Profughi. Proteste cittadini di San Nicola (Roma)

ROMA – “Una città che non accoglie i migranti (famiglie e ragazzi in fuga da guerre, persecuzioni e povertà) è un popolo senza memoria, un agglomerato umano che non può dirsi comunità”. Lo sottolinea in una nota la Caritas di Roma, commentando la protesta di questa mattina a Casale San Nicola, a nord della Capitale. Qui alcuni residenti e militanti di Casa pound hanno manifestato contro l’arrivo di circa cento profughi in una struttura della zona.

“Il fenomeno delle migrazioni è vasto e con molte sfaccettature, semplificare spiegazioni e possibili soluzioni – così come fanno alcuni politici e “intellettuali” – rischia di banalizzare la complessità, rafforzare i germi dell’ignoranza, trasformare una tragedia epocale in un sondaggio di opinioni in cui una soluzione vale un’altra – si legge nella nota -. Le migrazioni non possono essere affrontate e comprese senza conoscere i 144 conflitti che in questo momento insanguinano il mondo; senza collegarle alla sete e alla mancanza di cibo che soffre un miliardo di persone; senza commuoversi davanti alle persecuzioni, alle torture, alla paura, alla mancanza di diritti, la sfiducia e la rassegnazione di intere popolazioni. Così anche il tema dell’accoglienza – le procedure di emergenza, l’individuazione dei luoghi – rischia di scontrarsi con egoismi, interessi e paure. Sentimenti di cui approfittano forze politiche senza scrupoli per incrementare un clima di odio che mai si era visto a Roma e in Italia”.

Caritas si rivolge poi alla comunità cristiana che “oggi ancora di più deve rendersi visibile e partecipe con la preghiera, iniziative di solidarietà e integrazione verso i migranti, così come deve essere vicina alla popolazione locale favorendo percorsi di conoscenza. A tutti il compito di far sì che il disagio di tanti si trasformi in maggiori diritti e solidarietà”. 

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