3 giugno 2016 ore: 11:18
Società

Scuola a casa, una mamma: da noi l’anno scolastico non finisce mai

Intervista a Erika Di Martino, mamma di 5 bambini che non sono mai andati a scuola. E animatrice del gruppo “Controscuola”, che raccoglie le famiglie italiane che seguono questa pratica. “Stiamo imparando accanto ai nostri figli, osservandoli e sostenendoli nelle loro scoperte”
Biblioteca, libri aperti

ROMA -  Erika Martino ha 5 figli: il più piccolo ha 9 mesi, il più grande 11 anni. Gli altri, rispettivamente, 4, 7 e 9. Nessuno di loro è mai andato a scuola. E’ questa la scelta di Erika, che proprio a questa scelta sta dedicando la vita: laureata in lingue, ha lasciato l’insegnamento per dedicarsi alla diffusione dello stile di quella che chiama “genitorialità ad alto contatto”, tramite il suo lavoro di consulente personale e organizzatrice di convegni. Ha fondato il network italiano Educazioneparentale”, che è anche una filosofia di vita, a cui oggi in Italia aderiscono circa 1.000 famiglie. Si riuniranno dal 17 al 21 giugno a Rimini, per partecipare all’evento formativo nazionale “S-cool 2016”, dedicato proprio all’educazione parentale. Erika ha scritto anche un libro, “Home schooling. L’educazione parentale in Italia”, in cui raccoglie e riferisce informazioni e principi essenziali per chi volesse avvicinarsi a questo “stile”.

Erika, perché non hai mandato i tuoi figli a scuola?
Perché lo scopo della nostra famiglia è quello di vivere insieme armoniosamente, lasciando che ognuno dei nostri figli segua le proprie inclinazioni. L’istruzione che ne deriva è concreta, permanente e ricca e ciò è dovuto al fatto che insieme viviamo un’esistenza intensa ed attiva. Troppo spesso la scuola e l’istruzione vengono prima della famiglia, della felicità e dei propri interessi. I bambini oggi vivono una vita che non hanno scelto. La società li vuole preparare per il futuro, ma essi stanno vivendo ora! E’ come se noi adulti vivessimo la nostra vita preparandoci alla pensione…

L’anno scolastico sta per chiudersi. Il vostro, come è stato?
Quest’anno è stato per noi ricco di attività sportive, gite istruttive, lezioni di arte, danza, musica, visite ai musei, spettacoli a teatro, volontariato, uscite per fare la spesa, incontri tra amici e volontariato. Ogni giorno ci ha offerto interessanti opportunità di arricchimento sociale, culturale e civico al di fuori del sistema scolastico tradizionale. Abbiamo anche avuto l’opportunità di viaggiare: i bambini si sono appassionati alla civiltà Maya, che abbiamo conosciuto ed esplorato in Messico. In realtà non posso affermare che l’anno scolastico sia passato, perché . E’ un lavoro che procede sette giorni su sette e 365 giorni all’anno

Su quali principi si basa il vostro metodo educativo?
Noi privilegiamo un percorso da autodidatti da subito, quindi non proponiamo loro alcuna nozione preconfezionata. Stiamo imparando accanto ai nostri figli, osservandoli e sostenendoli nelle loro ricerche e scoperte. Il fatto di essere i protagonisti di un cammino la cui direzione è sconosciuta, rende l’avventura ancora più emozionante e imprevedibile. Questo ci permette anche di costruire un percorso assolutamente originale, che non riprende nessuno schema già in uso.

I tuoi figli sostengono gli esami di idoneità?
No, non li sottoponiamo ad alcun tipo di esame. Gli esami di idoneità e quelli di licenza vengono fatti per formalizzare la carriera scolastica dello studente homeschooler o per stabilire il livello dell’apprendimento dello studente nel momento in cui si desidera farlo rientrare nel percorso scolastico tradizionale. Per intenderci, il bambino/ragazzo si presenta a questi esami come privatista. In questo caso dovrete preparare un programma scolastico entro marzo/aprile e allegarlo alla richiesta d’esame, presentando il tutto alla scuola da voi prescelta. Questo programma non dovrà obbligatoriamente seguire il programma scolastico tradizionale, gli argomenti da presentare possono essere scelti dai genitori, perlomeno per quello che concerne l’istruzione primaria. Se però è le famiglie intendono continuare a fare educazione parentale e non desiderano formalizzare la carriera scolastica del figlio di anno in anno (magari perché non seguono il programma ministeriale standardizzato), allora i ragazzi non sono tenuti a fare alcun esame.

Qual è l’obiettivo che vi proponete?
Sviluppare una qualità che riteniamo fondamentale per il cittadino del futuro: una mente inquisitiva e la capacità di imparare in autonomia. La felicità è il motore dell’esistenza, e per vivere bene bisogna saper essere felici indipendentemente da ciò che accade: tra tutte le cose che insegno ai miei figli, questa è di sicuro una di quelle che mi sta più a cuore. I miei figli si adattano al cambiamento sempre più facilmente e noi li mettiamo costantemente alla prova. Specialmente coloro che sapranno adattarsi al cambiamento potranno farcela ad avere successo nel futuro: questa è una delle poche certezze che possiedo. Io stessa mi sto allenando. La vita è un’avventura e non sempre le cose vanno come abbiamo progettato, ma da ogni situazione – anche quella più nefasta – possiamo trarre beneficio. Con il nostro esempio e la loro pratica quotidiana cerchiamo di tenerlo sempre in mente. E quante volte sono stati proprio i miei figli ad incoraggiarmi a rialzarmi e andare avanti, nonostante le avversità… (cl)

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