Scuola, contro la povertà educativa Weworld lancia il progetto React
ROMA - Un modello innovativo nazionale per reagire alla poverta' educativa e stimarne l'impatto. È questo l'obiettivo di React (Reti per Educare gli Adolescenti attraverso la Comunita' e il Territorio), il progetto che WeWorld Onlus lancia per il nuovo anno scolastico per combattere la dispersione scolastica e la poverta' educativa.
Secondo i dati aggiornati del ministero dell'Istruzione, dopo anni di declino, nel 2017 la dispersione scolastica ha ricominciato ad aumentare, seppur lievemente (dal 13,8% al 14%). Non solo, l'Italia e' ancora ben lontana dall'obiettivo del 10% prefissato dall'Unione Europea come traguardo da raggiungere entro il 2020. Due segnali che consigliano di non abbassare la guardia. Il fenomeno della poverta' educativa, come messo in luce dal WeWorld Index 2018, e' legato a diversi fattori, tra cui la provenienza geografica: chi nasce al Sud ha piu' probabilita' di crescere in aree a maggiore esclusione economica e sociale; rimangono, infatti, Sicilia, Campania, Sardegna, Puglia e Calabria le regioni con piu' elevato tasso di abbandono scolastico.
"Il progetto React messo in campo da WeWorld Onlus- ha dichiarato il presidente di WeWorld Onlus Marco Chiesara- mira a raggiungere oltre 3mila adolescenti tra gli 11 e i 17 anni in sette comuni, dal Nord al Sud Italia, passando per le isole. Il nostro lavoro si svolgera' a 360°, all'interno delle scuole e nei centri ad accesso spontaneo. Non solo aiuteremo i ragazzi nel loro percorso educativo, ma li accompagneremo nella loro crescita e formazione coinvolgendo le famiglie e tutta la comunita' educante".
React punta, infatti, a combattere la poverta' educativa e a ridurre la dispersione scolastica anche attraverso il coinvolgimento delle famiglie per cui verranno attivati percorsi di supporto, counseling e formazione su competenze genitoriali.
"Grazie all'esperienza maturata da WeWorld nel corso degli anni- continua Chiesara- e' emerso come condizione necessaria il coinvolgimento sempre piu' attivo delle famiglie nel percorso educativo dei figli. La poverta' economica e la poverta' educativa si alimentano a vicenda, in una sorta di circolo vizioso che si perpetua dagli adulti agli under 18 e che e' ulteriormente alimentato dalla scuola e dal contesto sociale".
Un dato confermato dai risultati del test Invalsi 2018. La forte variabilita' dei risultati nelle ultime prove Invalsi tra scuole e tra classi mette in luce come la scuola contribuisca a mantenere e persino a rinforzare le diseguaglianze di partenza degli studenti, legate al contesto familiare e sociale.
"Ecco perche' e' necessario lavorare non solo con i ragazzi e le ragazze, ma con tutti gli agenti educativi formali e informali: le famiglie, gli insegnanti, gli operatori sociali, i volontari e gli abitanti dei territori, in una parola con tutta la comunita' educante- sottolinea Chiesara- Con il progetto React, WeWorld Onlus punta proprio a fare questo, oltre che a lavorare direttamente con i ragazzi e le ragazze per potenziare le loro competenze scolastiche. L'Italia investe solo il 4% del Pil in istruzione, fanalino di coda a livello europeo (poco piu' della meta' di quanto fanno Danimarca 7%, Svezia 6,5% e Belgio 6,4%); ma per combattere la dispersione scolastica e la poverta' educativa non basta investire di piu' nell'istruzione, le azioni piu' efficaci si sono rivelate, infatti, quelle che agiscono fuori e dentro la scuola- conclude- puntando sul rafforzamento della comunita' educante". (DIRE)