8 febbraio 2018 ore: 14:45
Società

Scuola, Fedeli: gravi le allusioni classiste nei rapporti di autovalutazione

"Una scuola inclusiva, capace di rispettare e valorizzare le differenze come elementi di arricchimento. Una scuola accogliente, dove nessuno si senta escluso e dove tutte le ragazze e tutti i ragazzi possano, indipendentemente dalla provenienza geografica, dalle condizioni socio-economiche, dal genere, dalla condizione fisica...

"Una scuola inclusiva, capace di rispettare e valorizzare le differenze come elementi di arricchimento. Una scuola accogliente, dove nessuno si senta escluso e dove tutte le ragazze e tutti i ragazzi possano, indipendentemente dalla provenienza geografica, dalle condizioni socio-economiche, dal genere, dalla condizione fisica, essere formati per diventare cittadine e cittadini attivi, consapevoli, partecipi. È la scuola di cui abbiamo bisogno. È la scuola per cui stiamo lavorando ogni giorno. È la scuola che meritano e che si aspettano di trovare le nostre studentesse, i nostri studenti, le loro famiglie". Lo dichiara la Ministra dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca, Valeria Fedeli. "Non posso dunque che stigmatizzare il linguaggio utilizzato da alcune istituzioni scolastiche, e riportato dalla stampa - prosegue Fedeli -, nella compilazione del Rapporto di autovalutazione (RAV), uno strumento di trasparenza che viene pubblicato e aggiornato sul portale 'Scuola in chiaro' per fornire alle famiglie e a chi si iscrive elementi di conoscenza che vanno dal numero di studentesse e studenti, al piano dell'offerta formativa, passando per gli obiettivi di miglioramento che le scuole decidono di darsi, dopo aver analizzato i loro punti di forza e debolezza. Quando, nella sezione dedicata al contesto in cui opera la scuola, si inseriscono, alla voce 'Opportunita'', frasi che descrivono come un vantaggio l'assenza di stranieri o di studentesse e studenti provenienti da zone svantaggiate o di condizione socio-economica e culturale non elevata, si travisa completamente il ruolo della scuola. Si negano i contenuti dell'articolo 3 della nostra Costituzione. Si fa un passo indietro rispetto a una delle caratteristiche fondanti della scuola italiana: la capacita' di inclusione e integrazione. Una peculiarita' riconosciuta anche a livello internazionale"

 "Scrivero' oggi stesso all'Invalsi, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, affinche' faccia immediatamente un attento monitoraggio dei Rapporti di autovalutazione con riferimento a questo tipo di episodi. L'autonomia nella compilazione da parte delle scuole e' sacra. Ma ci sono principi comuni e irrinunciabili a cui tutti dobbiamo ispirarci. A partire da quelli stabiliti nella nostra Costituzione. Leggendo certe espressioni sembra che qualcuno li abbia dimenticati. Alcune frasi appaiono particolarmente gravi, persino classiste. Non sono assolutamente tollerabili e prenderemo provvedimenti specifici a seguito dei dovuti approfondimenti. Il RAV rientra peraltro fra gli strumenti di valutazione delle scuole e dei dirigenti scolastici. Terremo conto anche di questi elementi", aggiunge Fedeli. "Il Rapporto di autovalutazione ha rappresentato un'importante innovazione- conclude la Ministra- Avere uno spazio dove inserire, in totale trasparenza e con un linguaggio semplice, elementi che possono aiutare le famiglie a conoscere meglio l'istituto in cui stanno iscrivendo le proprie figlie e i propri figli e' un passo avanti irrinunciabile. Ma non possiamo in nessun modo permettere che in questo spazio di trasparenza vengano indicati come elemento di vantaggio o positivita' l'assenza di alunne e alunni con difficolta' di apprendimento, la scarsita' di stranieri o 'poveri'. A ottobre abbiamo lanciato con convinzione un Piano nazionale per l'educazione al rispetto dell'altro e delle differenze. Non possiamo chiedere alle studentesse e agli studenti di acquisire questi valori se e' la scuola per prima a non riconoscerli come propri". (DIRE)

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