1 agosto 2016 ore: 13:35
Disabilità

Scuola, il Miur contro i “furbetti della 104”: controlli su mobilità straordinaria

Il sottosegretario Faraone annuncia: “Non abbasseremo la guardia. Abbiamo chiesto a uffici scolastici regionali di eseguire controlli e verifiche in caso di sospetti. Attenzione particolare all’uso distorto di una legge a favore di chi ha bisogno”
Disabilità legge 104 - permessi

ROMA – Il ministero dell’Istruzione è più che mai deciso a stanare i “furbetti” della 104. E tiene alta l’attenzione soprattutto ora, mentre sono in corso le procedure per la mobilità straordinaria in molte province italiane. L’obiettivo è dare precedenza a chi ne ha effettivamente diritto e bisogno, specialmente se a causa di una disabilità propria o di un familiare.

Sui furbetti della 104 guai ad abbassare la guardia, soprattutto adesso che si sta effettuando la mobilità straordinaria in molte province italiane – dichiara in proposito il sottosegretario Davide Faraone - Abbiamo chiesto agli Uffici scolastici regionali e territoriali di eseguire, al termine di questo percorso, controlli e verifiche capillari. La 104 è una legge di civiltà e crediamo sia opportuno, quando possa esserci qualche dubbio su eventuali abusi, attestare la veridicità delle certificazioni e dei benefici conseguenti attraverso un’ulteriore verifica presso gli uffici dell’Inps. Per tutti i casi che non verranno confermati, verrà annullato il trasferimento”. 

Un’attenzione, questa, cresciuta dopo il caso di Agrigento, dove è stata scoperta, nei mesi scorsi, una consistente “sacca” di abusi. Di qui, l’adozione da parte dell’ufficio scolastico agrigentino, della “procedura automatica di verifica – riferisce ancora Faraone - una pratica che vogliamo venga estesa, se necessario, al resto del Paese. Lo scandalo agrigentino, scoppiato all’inizio dello scorso anno, ha dato il via a un primo serio monitoraggio da parte del Miur, grazie al quale adesso c’è una consapevolezza maggiore e un’attenzione particolare all’uso distorto di una legge pensata per andare incontro a chi ha bisogno perché disabile o perché ne assiste uno. Ma non possiamo fermarci alla fotografia dello stato dell’arte. Metteremo in campo tutte le azioni necessarie – conclude - per debellare un’anomalia del sistema che danneggia i diritti degli insegnanti”.

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