7 settembre 2017 ore: 17:26
Immigrazione

Scuola in via Frantoio, la preside: "Classi chiuse anni prima dell'arrivo centro per migranti"

"Il trend e' in calo da anni. Ho chiuso alcune classi anche circa 10 anni fa perche' non c'erano iscritti" e dunque prima dell'arrivo del centro della Croce Rossa per migranti di via del Frantoio, aperto il 23 ottobre 2015 e attiguo all'istituto. A ...
Migranti. Presidio umanitario di via del Frantoio a Roma

ROMA - "Il trend è in calo da anni. Ho chiuso alcune classi anche circa 10 anni fa perché non c'erano iscritti", e dunque prima dell'arrivo del centro della Croce Rossa per migranti di via del Frantoio, aperto il 23 ottobre 2015 e attiguo all'istituto. A dirlo all'agenzia Dire, in una lunga intervista, è Anna Fiorani, dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo via Santi 65, la scuola elementare nota nel quartiere Tiburtino III come la 'Fabio Filzi', che comprende una materna, un istituto ponte e l'ufficio scolastico del IV Municipio. La mancanza di iscritti è un tema usato dalle forze di estrema destra per chiedere la chiusura del centro della Croce rossa. Mauro Antonini di Casapound, infatti, ha dichiarato che "nessuna delle mamme della scuola che ho incontrato vuole iscrivere alla Fabio Filzi i propri bambini, anzi, chi li ha già iscritti li vuole ritirare perché è fuori discussione che si possa tenere attaccati una scuola elementare e un centro di accoglienza, con più di 100 maggiorenni separati solo con una rete metallica".
Ma la preside smentisce: "Ho sempre avuto difficoltà a formare delle sezioni al Tiburtino III. La prima sezione persa mi pare risalga al 2010". Poi specifica che per l'anno scolastico entrante "ho una quarta e una quinta e basta. Sono 3 anni che non faccio classi. E già da prima ci tenevamo a fatica".

Facendo qualche calcolo appare evidente che qualcosa non torna. E' la stessa Croce Rossa a scrivere su internet: "Dal 23 ottobre 2015 l'accoglienza dei migranti in transito si è spostata in una struttura al chiuso, sita in via del Frantoio 44A". E se anche quest'anno, come conferma la preside, non ci sarà nessuna nuova classe 'prima', ma solo una 'quarta' e una 'quinta', significa che già per l'anno scolastico 2015-2016 nessuno aveva deciso di mandare i propri figli in quella scuola, e quindi prima dell'arrivo del presidio umanitario di via del Frantoio.

A proposito della vicinanza con il presidio umanitario alla scuola, la preside racconta: "In realtà a noi i migranti non danno nessun fastidio. C'è un presidio della Cri all'ingresso, c'è una guardiania che funziona molto bene. Non è un centro non sorvegliato. E poi - aggiunge - noi non abbiamo migranti a scuola".
E allora perché c'è questa crisi delle iscrizioni? "Molti abitanti del territorio non iscrivono i figli qui a prescindere, perché pensano che andando in altre scuole evitino un territorio che in sé ha dei problemi sociali. Io non mi arrendo. Il problema è il degrado del quartiere, non i migranti".

La dirigente della scuola Filzi inoltre racconta alla Dire: "Quest'anno, a gennaio, è stato fatto anche un passaparola da parte di alcuni abitanti del territorio contro le iscrizioni, perché c'é il centro migranti. C'era chi diceva, e noi li abbiamo sentiti, che in quella scuola non bisogna segnare i bambini. Un passaparola: 'Non vi iscrivete, è pericoloso, ci sono i migranti'. Lo hanno sentito alcune maestre, e la cosa va avanti da parecchio. Lo scorso anno erano proprio eclatanti".
La preside Fiorani racconta anche di alcuni episodi: "Lo scorso anno ci sono stati diversi 'scontri'. C'è stato un tentativo di assalto anche ad aprile scorso: qualcuno ha cercato di passare tramite la scuola elementare per entrare direttamente nel centro. Qualcuno ha provato a scavalcare. Poi è arrivata la polizia a presidiare. La tensione c'è".

Per cercare di capire meglio il clima che si respira al Tiburtino III, chiediamo alla preside, se in passato qualcuno abbia provato a fare qualcosa: "Abbiamo fatto 3 tavoli di riqualificazione di Tiburtino III dai quali non si è cavato un ragno dal buco. Finiva sempre in malo modo. Non c'è stata la volonta da parte di alcuni cittadini", aggiunge la preside, che fa alcuni esempi: "Veniva l'Ater, veniva il comitato di quartiere, veniva il centro anziani, veniva la Cri. La stessa Cri - racconta Anna Fioroni - ha offerto di fare volontariato nel quartiere, di segnalare i casi di anziani bisognosi. Niente, non è stato possibile fare niente. Queste persone venivano e urlavano. Un consigliere ha proposto di fare dei murales, come ci sono a San Basilio o in diverse parti di Roma e queste persone 'la buttavano in caciara'. Non siamo riusciti a fare cose positive. Quindi ne prendiamo atto, ora vediamo cosa si può fare".

Alla preside Fioroni restano poche parole: "La scuola è lì dal 1939, è stata la prima del quartiere, di Tiburtino e di Colli Aniene. E' un'istituzione. Io ho fatto di tutto. Vediamo se riusciamo a resistere", conclude. (DIRE)

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