12 dicembre 2014 ore: 15:01
Immigrazione

Scuola, insegnare la storia dei rom per sconfiggere i pregiudizi

Far conoscere agli alunni dei paesi europei la cultura millenaria e le vicende anche dolorose della popolazione rom. La proposta, che sarà presentata al parlamento Ue, è stata discussa oggi al Miur durante un seminario internazionale. Il dirigente Cutolo: "Servirà a prevenire il razzismo"
Bambini rom per strada a roma

ROMA - Insegnare la storia dei rom nei curricoli scolastici degli stati dell'Ue. E' la proposta discussa ieri e oggi nell'ambito del seminario internazionale "Introducing roma history teaching into national school curricula", organizzato dal Consiglio d'Europa, in collaborazione con il Miur a Roma. La due giorni è in corso di svolgimento nella sede del ministero dell'Istruzione (Sala conferenze e Sala dei ministri) e vede la partecipazione dei rappresentanti dei ministeri della maggioranza degli stati membri, dall'Albania alla Grecia, dalla Finlandia alla Bulgaria.

Al termine del seminario sarà redatto un documento da sottoporre al parlamento europeo, che impegnerà l'Ue a concretizzare la proposta di far arrivare tra i banchi di scuola la cultura millenaria dei rom. "Un fatto rivoluzionario - spiega Antonio Cutolo, della Direzione generale per lo studente, e l'integrazione del Miur - , che aiuterà i paesi ospitanti a conoscere la cultura dei rom e la loro storia dolorosa, a partire dal genocidio di cui sono stati vittime".

Inoltre, prosegue Cutolo, "servirà a prevenire pregiudizi e razzismo". Secondo il dirigente, in Italia, non sarà istituita una materia specifica, ma l'insegnamento riguarderà in maniera trasversale tutte le materie: storia, geografia, letteratura.

Nel corso della due giorni, si è discusso in particolare dei problemi dell'integrazione dei rom a scuola. Innanzitutto quelli dell'accoglienza di una popolazione caratterizzata da tratti di nomadismo, strettamente legati alle condizioni logistiche del trasporto dei bambini e ragazzi rom a scuola, perchè spesso i campi si trovano nelle periferie, lontani dagli istituti. Poi c'è la questione della mentalità, cioè del far capire ai genitori quanto sia importante dare un'istruzione ai figli. "I rom - sottolinea Cutolo - sono un popolo orgoglioso della propria cultura, che trova difficoltà a riconoscersi nella cultura di un altro paese. Perciò è molto faticoso far passare questa idea". Infine c'è il problema della frequenza scolastica. In Italia, "i primi 5 anni di scuola sono abbastanza seguiti ma poi sempre più alunni rom la abbandonano". Basta dare uno sguardo ai dati del rapporto sugli alunni con cittadinanza non italiana dell'Ismu-Miur: nell'anno scolastico 2012-2013, i rom iscritti a scuola erano 11.481, ma si stima che quelli in età sottoposta all'obbligo di frequenza potrebbero essere 30 mila. Alla scuola dell'infanzia gli iscritti erano 1.906; alla primaria 6253; alla secondaria di primo grado 3.215 e alla secondaria di secondo grado 107. Un calo drastico che può essere spiegato in molti modi, certamente un fattore fondamentale è dato dalle politiche di welfare attivate dai territori regionali. Le regioni con il maggior numero di rom iscritti a scuola sono Lazio, Lombardia, Piemonte, Calabria, Emilia-Romagna e Toscana. 

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