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27 marzo 2017 ore: 15:52
Disabilità

Scuola, per l'inclusione servono “risorse professionalizzate” e classi ridotte

Appello della Fand al governo, dopo i pareri espressi dalle Commissioni VII e XII della Camera sui decreti delega. “Aspetti ancora irrisolti nel profilo di funzionamento e nel Pei. E va migliorata la formazione dei docenti: chiediamo ultimo sforzo di attenzione”. Il governo si pronuncerà entro il 17 aprile
Scuola, bambini delle elementari

ROMA – Sulla “buona inclusione” scolastica c'è ancora da lavorare: questa, in sintesi, l'opinione espressa da Fand, dopo la pubblicazione dei pareri delle Commissioni VII e XII della Camera sui decreti delega e, in particolare, sul decreto 378, in materia d'inclusione scolastica. Solo parzialmente soddisfatta per le modifche indicate dalle Commissioni, Fand si rivolge ora al governo, che si pronuncerà entro il 17 aprile, per chiedere “un ultimo sforzo di attenzione e condivisione su punti imprescindibili, in merito ai quali le maggiori associazioni di persone con disabilità sono d’accordo e pienamente convinte della positiva ricaduta che potrebbero avere tali proposte sia sugli studenti - siano essi disabili o no - sia sui risultati dell’intera classe e, di conseguenza, sul lavoro dei docenti”.

In particolare, Fand evidenzia alcuni “aspetti ancora irrisolti e dunque suscettibili di modifica e miglioramento nel profilo di funzionamento e nel Piano educativo individualizzato, all’interno dei quali dovrebbero essere indicati: i sostegni necessari a garantire un compiuto percorso di inclusione scolastica; il numero massimo di alunni per classe in presenza di un alunno con grave disabilità, che dovrebbe essere inderogabilmente di 20 e non come indicato genericamente nel parere dove ora è scritto 'di norma'; non ci dovrebbero essere più di due alunni con disabilità per classe; va specificato che agli alunni che non raggiungono gli obiettivi del PEI e a quelli che non si presentino agli esami venga comunque rilasciato l’attestato di crediti formativi; e, infine, deve contrastata ogni forma di precariato sul sostegno”. 

Altro nodo fondamentale è poi la formazione dei docenti: in particolare, “per gli insegnanti di sostegno delle scuole dell’infanzia e primaria, si dovrebbe rendere obbligatoria la scelta dell’indirizzo sul sostegno al terzo anno del percorso di laurea magistrale”. Per quanto riguarda invece gli insegnanti di scuola secondaria di primo e secondo grado, nel loro caso “dovrebbero essere innalzati a 31 i crediti formativi universitari o accademici in pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione, psicologia, metodologia e tecnologie didattiche; infine, nel 2 ° e 3° anno del contratto su posti di sostegno si dovrebbero, comunque, sempre acquisire almeno 90 crediti formativi”.

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