8 novembre 2013 ore: 14:36
Salute

Scuole di danza contro l'anoressia: ecco il manifesto

Oltre 2 milioni di ragazze alle prese con un disturbo alimentare psicogeno, 1,45 milioni bulimiche e 750 mila anoressiche. Due maschi su otto soffre di disturbi alimentari. Presentazione della I edizione della Campagna di informazione e di sensibilizzazione della danza italiana contro l'anoressia. Promossa dall'Aidaf, l'associazione che in Federdanza/Agis riunisce le scuole di danza
Ragazza anoressica allo specchio

Ragazza anoressica allo specchio

Roma - Oltre 2 milioni di ragazze alle prese con un disturbo alimentare psicogeno, 1,45 milioni bulimiche e 750mila anoressiche. Non solo: ora il problema riguarda, seriamente, anche i maschi, di disturbi alimentari ne soffrivano uno su nove, ora sono due su otto: nel complesso in Italia ci sono 75mila maschi mentre i bulimici sono tra i 120 e i 150 mila. Sono alcuni dei dati emersi in occasione della presentazione della I edizione della Campagna di informazione e di sensibilizzazione della danza italiana contro l'anoressia. Promossa dall'Aidaf, l'associazione che in Federdanza/Agis riunisce le scuole di danza, insieme all'Agiscuola e all'ospedale pediatrico Bambino Gesu' di Roma, la Campagna si articola in tre mirate azioni volte a sensibilizzare le giovani generazioni, con particolare riferimento agli allievi delle scuole di danza, sul grave disturbo del comportamento alimentare.

Secondo i dati del Cidap, Centro italiano disturbi alimentari psicogeni, 2,2 milioni di ragazze in Italia soffrono di disturbi alimentari psicogeni come l'anoressia e la bulimia. La prima azione della Campagna, presentata oggi a Roma e che si concludera' a fine giugno 2014, consiste nella promozione del Manifesto Nazionale della Danza Italiana di Informazione e di Prevenzione contro l'anoressia, reso pubblico oggi, patrocinato dal ministero dei Beni e della Attivita' Culturali e del Turismo. La seconda "una giornata dimostrativa della danza, sia quella amatoriale che professionale nei suoi diversi generi, che si svolgera' nel mese di febbraio, dedicata alle scuole di danza e agli alunni e ai docenti degli istituti scolastici" e la terza riguarda "un'iniziativa delle scuole di danza con il mondo della Moda, per una sinergia con un settore esposto al problema dei disturbi alimentari". Il Manifesto, elaborato con il contributo degli specialisti dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu', mira a diffondere l'idea che un bel corpo non si identifica con un unico modello di fisicita' che si rifa' alla magrezza, concependo la danza come canale di promozione di una nuova cultura della bellezza, espressione di uno stile al di fuori degli stereotipi imposti dai media.

Per questo l'Aidaf si impegna, tra le altre cose, a "promuovere iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle patologie del comportamento alimentare; diffondere il Manifesto presso le scuole di danza; predisporre un codice standard per una corretta alimentazione per chi intende praticare la danza; creare un rapporto di stretta collaborazione tra i genitori degli allievi delle scuole e i relativi insegnanti". Alla presentazione di oggi, che si e' svolta all'Agis, dopo i saluti della senatrice Emilia Grazia De Biasi, presidente Commissione Igiene e Sanita' del Senato della Repubblica, sono intervenuti Amalia Salzano, presidente Aidaf, Luciana Della Fornace, presidente Agiscuola, Stefano Vicari e Valeria Zanna, rispettivamente primario e psichiatra dell'Unita' operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesu'. Presenti anche i testimonial della Campagna: la stella internazionale Liliana Cosi e il coreografo Luciano Cannito.

"Nel patto per la salute il tema degli stili di vita e della corretta alimentazione- ha detto nel suo intervento la senatrice De Biasi- sta prendendo uno spazio giusto e spero che a questo corrispondano finanziamenti adeguati". E ancora: "Linee guida piu' serie e revisione dei lea non possono che prevedere anche questi disturbi come elementi fondamentali di cui il Ssn deve cominciare ad occuparsi". La senatrice ha poi sottolineato che in Italia ci sono "pochissimi centri che curano l'anoressia. Esperienze cosi' belle perche' non possono essere piu' diffuse sul territorio nazionale?". Secondo il primario del Bambino Gesu', Stefano Vicari, "l'eta' di scompenso, in cui la situazione precipita ed e' richiesto un ricovero in ospedale, si abbassa sempre di piu'. Aumenta il numero dei maschi: quando si pensa all'anoressia si pensa a situazioni in cui la caratteristica principale e' la deprivazione del cibo, ragazze che non mangiano. È vero: pero' si va diffondendo anche una attivita' fisica esagerata. I ragazzi sono cosi' attenti, ossessionati, che spesso affiancano all'assunzione dell'alimento una attivita' fisica esagerata per bruciare calorie". (DIRE)

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