11 ottobre 2015 ore: 10:53
Disabilità

Se il signor Parkinson bussa troppo presto alla tua porta: l’inchiesta di SuperAbile Inail

Sul numero di ottobre del mensile dell’Inail un approfondimento sulla malattia del Parkinson giovanile: in Italia su 300 mila persone colpite, ben 30 mila hanno meno di 40 anni. Ma se ne continua a parlare troppo poco
Copertina SuperAbile Inail ottobre 2015
Copertina SuperAbile Inail ottobre 2015

ROMA – Sono circa 300 mila in Italia le persone malate di Parkinson, e di queste ben 30 mila contraggono la malattia prima dei 40 anni d’età. All’esordio precoce di questa patologia sempre più diffusa nel nostro paese e non solo è dedicata l’inchiesta del numero di ottobre di SuperAbile Inail, la rivista cartacea mensile nata a supporto del portale www.superabile.it per raccontare le tante facce della disabilità. “Nel 1994 sono stata operata al ginocchio per una banale distorsione. Durante l’intervento ho cominciato a tremare e due mesi dopo non riuscivo più a camminare come prima: ero rigida e tremante, con la gamba sinistra in ipertensione e crampi al piede destro”, racconta Nadia, 38 anni, piemontese di Orbassano in provincia di Torino, una laure un fisica e una lunga carriera di ricercatrice precaria alle spalle. Nel suo caso i primi sintomi del Parkinson si sono presentati in maniera particolarmente precoce: aveva appena 17 anni.

“Non esiste una vera classificazione di Parkinson giovanile a livello medico, eppure si tratta di una situazione che riguarda migliaia di persone. L’impatto sociale, lavorativo e familiare è completamente diverso” spiega Claudia Milani, 51 anni, presidente dell’Associazione italiana giovani parkinsoniani (Aigp), fondata sei anni fa dall’incontro di sei persone tutte in cura presso l’Istituto Carlo Besta di Milano. Sono tanti, infatti, quelli che si vedono costretti a rinunciare al lavoro con conseguenze sul reddito e l’organizzazione familiare. Eloquente in questo senso il caso di Angelo, 50 anni, bergamasco, che ha scoperto di avere il Parkinson a 42 anni ed è stato costretto a lasciare il suo lavoro di ispettore commerciale di una nota ditta produttrice di motociclette dopo aver tenuto duro per altri 5 anni. “Giravo in auto per mezza Lombardia dalle otto del mattino alle sette di sera – dice –. Percorrevo 40mila chilometri l’anno, ma col tempo mi sentivo sempre più stanco e spossato”.

A fare luce sugli effetti collaterali dei farmaci per la cura del Parkinson è invece la neuropsicologa Manuela Fumagalli, neuropsicologa presso Spazio Parkinson di Milano. “Tra gli effetti collaterali dei dopamino-agonisti c’è la comparsa di disturbi del controllo degli impulsi”. In altre parole, si tratta di disturbi che possono manifestarsi sotto forma di “ gioco d’azzardo patologico, aumento del desiderio sessuale, shopping compulsivo, alimentazione compulsiva, punding (ovvero attività manuali ripetitive che spesso riguardano la manipolazione di oggetti fami-liari) e sindrome da disregolazione dopaminergica, cioè assunzione compulsiva della terapia farmacologica rispetto al dosaggio che consente un controllo ottimale della sintomatologia motoria”. Tra le esperienze positive, infine, la storia di Tiberio Roda, imprenditore sessantenne che dallo scorso gennaio ha portato a Longone al Segrino, sul Lago di Como, la prima palestra riabilitativa italiana fondata sul metodo Rock Steady Boxing: un programma di boxe senza contatto che, attraverso esercizi mirati con e senza il sacco, ha l’obiettivo di aiutare chi lo pratica a riprendere il controllo del proprio corpo.

Tante infine le interviste e le esperienze presentate nel numero di ottobre di SuperAbile Inail. Tra queste un’intervista a Roberto La Barbera, 48 anni, ex ballerino professionista divenuto campione di atletica paralimpica dopo che nel 1985 un incidente in moto gli ha portato via la gamba destra, amputata sotto il ginocchio: “Ero un ballerino professionista e ritrovarsi senza un piede è stato un limite pesante e poi, in quegli anni, la disabilità non era così visibile, i disabili non andavano in tv o alle Olimpiadi”. Oggi La Barbera si prepara per Rio 2016, dove punta al podio. E la sua vita, raccontata in un libro, diventerà a breve un film. In copertina, Beatrice Vio, la diciottenne amputata dei quattro arti per una meningite, campionessa di scherma paralimpica. Per leggere e scaricare in pdf la rivista, http://www.superabile.it/sfogliatore/index.aspx?anno=2015&mese=10&incr=01 (Antonella Patete)

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