31 gennaio 2019 ore: 11:43
Immigrazione

Sea Watch approda a Catania. “Calvario finito” per i 47 migranti

Qualcuno si scambia un abbraccio, altri scattano foto per immortalare il momento tanto atteso. Alle 10,30 di questa mattina la nave Sea Watch3 ha attraccato al porto di Catania, alle 11.19 sono iniziate le operazioni di sbarco
Agenzia Dire Sea watch 3 in mare - Foto Dire - SITO NUOVO

ROMA - Qualcuno si scambia un abbraccio, altri scattano foto per immortalare il momento tanto atteso. Alle 10,30 di questa mattina la nave Sea Watch3 ha attraccato al porto di Catania, alle 11.19 sono iniziate le operazioni di sbarco. Il primo a scendere si fa il segno della croce, poi torna indietro a dare l’ultimo abbraccio ai suoi compagni .“Siamo contenti che il calvario sia finito per i nostri ospiti. Auguriamo loro il meglio. Speriamo che l'Europa possa accoglierli e permettergli di vivere come meritano”, sottolineano i responsabili dell’ong tedesca .

La comunicazione di dirigersi da Siracusa al porto di Catania è arrivata nella serata di ieri. Ma la nave è riuscita ad arrivare solo stamattina per un problema tecnico all'ancora. Secondo il VIminale la scelta di Catania è determinata dalla presenza di centri ministeriali per l'accoglienza di minori. I maggiorenni saranno immediatamente trasferiti nell'hotspot di Messina. Per l’ong tedesca si tratta invece di una “mossa politica”. La presenza a Catania del procuratore Carmelo Zuccaro, fa temere una nuova indagine a carico dell’organizzazione e il sequestro della nave.

Sea watch 3 - Foto Agenzia Dire

Di gioco di forza parla Mediterranea: “Finalmente le persone trattenute in ostaggio per 12 giorni su una nave stanno per sbarcare. Il modo in cui si è arrivato a questo è però inaccettabile - sottolinea l’organizzazione in una nota -. Ancora una volta ha prevalso la pratica illegittima del gioco di forza tra i governi europei e delle loro propaganda sulla pelle di esseri umani, che sta costruendo una frontiera liquida le cui regole dipendono dalla violazione istituzionale dei diritti e del diritto ormai eretta a sistema”. Le 47 persone soccorse dalla nave Sea-Watch 3 dovevano essere sbarcate nel porto sicuro più vicino e nel minore tempo possibile. “Sono state invece soggette a 12 giorni di detenzione, rese ostaggi e vittime di ulteriore violenza dopo aver dovuto sopravvivere a quella dei paesi di origine e di transito e della infernale Libia - aggiunge -. In questa storia sono state dette molte disumane menzogne: 'dovevano riportarli in Libia, dovevano portarli in Tunisia, dovevano portarli in Olanda'. La responsabilità era invece tutta italiana, come dimostra anche la decisione della Corte europea, che pure si è in qualche modo sottratta al suo compito affidando di fatto alla peggiore politica la risoluzione di una situazione di violazione dei diritti". L'organizzazione chiede, infine, che non ci siano  "Mai più ostaggi".

I minorenni saranno accolti dalla cooperativa “Prospettiva”.  I migranti sbarcati oggi provengono dal Sudan, dal Gambia, dal Mali e dalla Sierra Leone. “Come chiese battiste e valdesi di Catania cerchiamo di essere presenti quando c’è da presidiare un diritto. La comunità si costruisce attraverso la cura e l’ascolto reciproco, ma anche attraverso un impegno sul territorio, nei luoghi che ci sono prossimi, luoghi che condividiamo con altre persone e realtà per la costruzione comune di spazi che affermino la dignità umana” – dichiara Silvia Rapisarda, pastora delle chiese battista e valdese di Catania all’agenzia Nev . A Catania, tra gli altri progetti, le chiese evangelica e battista aderiscono alla Rete cittadina Restiamo Umani Incontriamoci, di cui fanno parte 20 associazioni, tra le quali Africa unita. La FCEI collabora con Sea Watch e altre Ong nell’ambito dei progetti che riguardano migranti e rifugiati e l’accoglienza “per mare, per terra, per cielo”. (ec)

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