25 gennaio 2019 ore: 12:40
Immigrazione

Sea Watch davanti a Siracusa. Il sindaco: “Pronti ad accogliere”

Assegnato un posto di fonda: la nave potrà cioè gettare l’ancora di fronte al porto di Siracusa (a 1,4 miglia di distanza) per ripararsi dal maltempo. Il sindaco: “Cittadini sono a disposizione per ospitare le persone a bordo”. Sulla nave anche 8 minori. Arci: “Sbarco immediato”
Sea Watch posizione

ROMA - Per ora è stato assegnato solo un “posto di fonda”: la Sea Watch 3 potrà cioè gettare l’ancora di fronte al porto di Siracusa (a 1,4 miglia di distanza) per ripararsi dal maltempo, e dalle onde alte 7 metri che da ieri non danno tregua. Ma per ora non si parla di autorizzazione allo sbarco. Solo nelle prossime ore si saprà la sorte delle 47 persone che sono da una settimana a bordo della nave dell’ong tedesca, dopo essere state salvate nel Mediterraneo centrale. Tra loro ci sono anche 8 minori non accompagnati e persone che hanno subito torture nei centri di detenzione in Libia.

Sea Watch posizione

Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha inviato ieri una lettera al ministro della Marina Mercantile: “avendo appreso che la Sea Watch si trova davanti al porto cittadino sollecito la signoria vostra a voler consentire l’attracco di questa nave nel porto di Siracusa, comune che mi onoro di rappresentare e che, in coerenza con le sue tradizioni di accoglienza che contraddistinguono la Sicilia e dell’Italia tutta, è pronto, con l’aiuto di tanti cittadini ed associazioni che in tali ore si stanno mettendo a disposizione, ad ospitare le persone a bordo della nave, sottraendole allo stato di incertezza ed angoscia in cui verosimilmente si trovano”, ha scritto. Insieme a Francesco Italia, hanno offerto ospitalità alle 47 persone a bordo di Sea Watch anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e di Napoli, Luigi De Magistris.

Anche le organizzazioni, in queste ore, si stanno mobilitando per chiedere lo sbarco immediato. Ieri un appello, firmato da 20 ong  è stato lanciato a Italia ed Europa. Contemporaneamente, una petizione online con la richiesta di aprire i porti ha raccolto 37mila firme. “Il Governo se ne faccia una ragione: devono rispettare la legge italiana e il diritto internazionale e fare sbarcare i 47 naufraghi salvati dalla Sea Watch. Anche i Ministri in democrazia devono rispettare la legge, anzi dovrebbero dare l'esempio e non usare le istituzioni per la loro propaganda - sottolinea Filippo Miraglia di Arci -.Speriamo che la magistratura intervenga a ricordare gli obblighi di legge alle autorità portuali. In particolare il tribunale dei minori, per la presenza di 9 minorenni sulla nave, dovrebbe intervenire per farli sbarcare immediatamente”. Miraglia aggiunge che la Sea Watch non poteva consegnare ai libici i 47 naufraghi, come sostiene il MInistro Toninelli, perché avrebbe commesso un crimine, come ci ricorda l'Unhcr: “la Libia non può garantire nessun porto sicuro ed è un Paese dove c'è un conflitto in corso, violenza diffusa e i profughi vengono, come è noto, torturati, violentati e uccisi”. “Si metta fine subito a questo vergognoso teatrino e si consenta l'approdo alla Sea Watch” conclude. (ec)

 

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