8 luglio 2020 ore: 17:23
Salute

Seimila mascherine per i detenuti delle carceri siciliane

Realizzate dall’associazione “Un Nuovo Giorno” insieme all'Ufficio del Garante dei detenuti, sono state consegnate questa mattina. Le mascherine sono il risultato dell'impegno a tutto campo di alcune persone che stanno scontando le misure alternative
Sicilia, mascherine donate ai detenuti

PALERMO - Seimila mascherine riutilizzabili verranno fornite ai detenuti delle carceri siciliane. Si tratta di dispositivi di sicurezza muniti di un doppio strato composto da un tessuto idrorepellente e tnt. A realizzarle i volontari dell'associazione Un Nuovo Giorno nei locali messi a disposizione gratuitamente dal ceramista Nino Parrucca con il sostegno economico dell'Ufficio del Garante dei detenuti della Sicilia di cui le mascherine portano il logo. Per l'occasione, infatti, è stato messo a disposizione un locale di 600 metri quadri dell'azienda “Sicilianissima srl” dove  è stato avviato in questi mesi il laboratorio.

La consegna ufficiale è avvenuta questa mattina nei locali dell’Ufficio del Garante dei diritti dei detenuti con la partecipazione di Antonella Macaluso presidente dell'associazione, il Garante dei diritti dei detenuti prof. Giovanni Fiandaca, il provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Sicilia, Cinzia Calandrino e il maestro Nino Parrucca. Le mascherine, lavabili più volte, saranno distribuite a tutti i detenuti delle carceri siciliane. Il progetto risponde ai sensi dell'art. 16 comma 2 del D.L. 17 marzo 2020 n. 18 "Cura Italia".

"Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile il progetto – ha affermato Antonella Macaluso -. Soprattutto anche in tempo di pandemia, ci state dando la possibilità di continuare ad aiutare i detenuti come abbiamo sempre fatto attraverso varie iniziative. Le mascherine sono il risultato dell'impegno a tutto campo, pure tra i volontari, di alcune persone che stanno scontando le misure alternative. Crediamo quindi che, a più livelli, in questo modo si possa davvero creare un circuito virtuoso in grado di raggiungere buoni risultati".
"Conosco Antonella Macaluso da tempo perché insieme siamo stati impegnati in altri progetti - afferma Nino Parrucca -. Mi ha chiesto alcuni spazi per realizzare le mascherine che sono stato subito lieto di metterle a disposizione per l'importante finalità sociale che hanno".

"Per rispondere ai bisogni attuali - afferma il garante regionale dei detenuti, Giovanni Fiandaca - in collaborazione con l'associazione Un Nuovo Giorno,  abbiamo pensato di attivarci per fare realizzare delle mascherine per i detenuti delle carceri dell'Isola. Questi dispositivi di sicurezza, dotati di un tessuto lavabile, possono essere riutilizzati a lungo. Desideriamo che i servizi riprendano a svolgersi tutti nella massima tutela delle persone considerato che, a breve, dentro gli istituti penitenziari, dovranno ripartire i colloqui con i familiari e anche le diverse attività di volontariato. L'iniziativa di oggi si inquadra, quindi, in una buona prospettiva di sana collaborazione con il mondo delle associazioni. Le migliori prassi degli ultimi anni, anche nel contesto nazionale, mettono in evidenza come i risultati migliori a vantaggio dei detenuti, rispetto ad ogni campo di intervento possibile, si ottengono quando si riesce a mettere insieme una sorta di rete sistemica in cui sono coinvolte molte realtà a diverso titolo e competenza non solo a carattere istituzionale ma anche non istituzionale come espressione del variegato modo del volontariato. In questo caso, per la tutela della salute dei detenuti, all'interno di regie condivise, si riescono a raggiungere buoni obiettivi".

"Finora in Sicilia non abbiamo avuto alcun detenuto positivo al virus - dichiara il provveditore regionale all'amministrazione penitenziaria, Cinzia Calandrino -. Se da una parte questo dato lo possiamo considerare una fortuna, dall'altro il merito va pure all'impegno di tutto il personale nel seguire attentamente tutte le prescrizioni previste dalla legge. Adesso, però, che si rimetteranno in movimento tutte le attività dentro e fuori dal carcere, occorrerà certamente proseguire sulla stessa linea. Ho sempre ritenuto che le associazioni siano una componente essenziale per tutto il nostro mondo penitenziario proprio perché arrivano dove l'amministrazione molte volte non è in grado di arrivare. Il lavoro di squadra è pertanto significativo ed importante. Ben vengano, quindi, queste iniziative che partono dal mondo delle sociale in sinergia con le istituzioni per il bene più complessivo di tutta la società".

Sia il garante Giovanni Fiandaca che il provveditore Cinzia Calandrino, a margine dell'incontro, si sono espressi in merito anche al prossimo impegno che riguarderà l'attivazione dei poli universitari nelle carceri della Sicilia.
"Stiamo cercando di interagire virtuosamente anche nel campo della formazione culturale - sottolinea infine il garante della Sicilia -. Abbiamo, infatti in corso il progetto importante di attivazione dei poli universitari penitenziari. In questo momento stiamo unendo gli sforzi per fare buoni passi avanti in tal senso. Già sono stati, in particolare, nominati da parte delle quattro università siciliane i delegati per la didattica penitenziaria e stiamo inoltre procedendo alla stipula di un protocollo generale a cui parteciperanno i rettori delle università, la dott.ssa Calandrino come provveditore e l'assessore regionale alla formazione Lagalla".

"Avendo fatto, nelle mie esperienze precedenti di provveditore - dice infine la dott.ssa Cinzia Calandrino -, avvenute in Lazio, Abruzzo e Molise, già dei protocolli con le realtà universitarie, l'intenzione concreta di potere aprire i poli universitari in Sicilia ha suscitato subito tutto il mio entusiasmo".

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