19 giugno 2014 ore: 14:27
Immigrazione

Selam, palazzo allo stremo: "In aumento chi arriva dopo aver eluso i controlli alla frontiera”

Il palazzo abbandonato, che ospita 1.200 rifugiati, negli ultimi due anni è diventato meta dei migranti che in Italia non vogliono farsi prendere le impronte. Tra aprile e maggio nell’edificio oltre 300 persone, in maggioranza eritree e appena arrivate: “Partono dalla Libia con in tasca già un biglietto per Selam”
Immigrazione: palazzo Selam
Palazzo Selam - Copertina rapporto

ROMA - Dalla Libia all’Italia con un biglietto per approdare, una volta elusi i controlli alla frontiera, in un palazzo abbandonato nella periferia di Roma. Sono oltre 300 i migranti, appena sbarcati, che hanno trovato rifugio a Palazzo Selam, tra aprile e maggio di quest’anno. Quasi tutti eritrei (249 uomini e 41 donne) e giovani (273 hanno tra 18 e 20 anni) arrivano nell’ex facoltà di Tor Vergata tramite i passaparola, dopo aver evitato di farsi prende le impronte all’arrivo in Sicilia. La maggior parte sta qui giusto il tempo di riprendersi dal lungo viaggio e continuare il cammino verso altre mete europee. Ma altri si fermano, continuando a popolare lo stabile già in degrado e allo stremo. Lo dice il rapporto “Palazzo Selam, la città invisibile”, reso noto oggi dall’associazione Cittadini del mondo, che all’interno dello stabile ha allestito dal 2006 uno sportello sociosanitario.

“A causa degli ultimi arrivi sulle coste italiane di migranti provenienti dall’Africa Selam Palace oltre ad essere la casa di 1200 rifugiati è diventato un luogo in cui vengono ospitati i migranti appena arrivati, o meglio sbarcati in Italia, e che si trovano qui solo di passaggio – spiegano i volontari dell’associazione -. Nel mese di ottobre 2013 abbiamo assistito circa 120 persone appena arrivate in Italia, provenienti per lo più dall’Eritrea, che erano riuscite a non farsi identificare alla frontiera e quindi liberi di proseguire il viaggio in altri luoghi d’Europa, eludendo il regolamento di Dublino. Già nel mese di novembre del 2013 di quelle persone non c’era più nessuno. Nell’ aprile 2014 con l’arrivo della bella stagione, sulle coste italiane sono sbarcati i primi migranti e già dal 15 il primo pullman ha lasciato nel piazzale del palazzo ben 200 persone. Da quel giorno ogni settimana sono arrivati nuovi pullman che hanno portato centinaia di nuovi arrivati”.

Immigrazione: palazzo Selam

Un numero sempre in aumento, “rispetto all’anno scorso è evidente che il numero di persone in transito è maggiore e molti dei ragazzi  ci raccontano che il passaggio che comprano dalla Libia per l’Italia comprende anche il pullman che li porta a Selam”. Il 96 per cento dei ragazzi visitati ha dichiarato di trovarsi in Italia da meno di 5 giorni, quasi tutti hanno dichiarato da 3/2 giorni e di essere arrivati a Selam dopo solo 24 ore dall’arrivo sulle coste italiane. Alcuni dopo qualche giorno riescono a riprendere il viaggio, ma la maggior parte di loro è così debilitata che non riesce a ripartire subito. L’associazione spiega che  la maggioranza hanno amici e parenti a Selam che li aiutano a mettersi in contatto con i connazionali che vogliono raggiungere in Europa e una volta riprese le forze e con le giuste indicazioni ripartono: in media su 50 persone che arrivano ogni settimana, solo 20 se ne vanno.

“Il palazzo è allo stremo avendo raggiunto una popolazione di circa 2000 persone – aggiunge l’associazione - Dimostrando estrema generosità Palazzo Selam continua a dare ospitalità alle persone in transito. Inizialmente gli hanno permesso di occupare progressivamente le camere libere nell’edificio, ma attualmente a causa dell’ingente quantità di nuove persone arrivate e delle loro condizioni sanitarie a rischio contagio, i ragazzi in transito sono stati sistemati nel garage e solo alle donne sole con bambinisono a volte viene permesso di alloggiare nei piani più alti” .

Il palazzo è allo stremo avendo raggiunto una popolazione di circa 2000 persone
Palazzo Selam -  interno

L’80 per cento dei nuovi arrivati – si legge nel rapporto - ha una pelle distrutta quasi sempre da malattie infettive presenti da mesi e non curate, soprattutto scabbia “I nuovi arrivati evitando di essere identificati all’arrivo non incontrano alcun tipo di accoglienza prima di arrivare a Selam Palace, non vengono visitati da un medico né vengono dati loro nuovi vestiti – spiega Cittadini del Mondo – abbiamo lì trovato persone ancora coperte dalla salsedine e con i vestiti e la pelle macchiati e bruciati dalla benzina delle barche”. Il 75 per cento è fisicamente debilitato, per lo più denutrito, e questa condizione fisica è un coadiuvante per patologie infettive ben più gravi e pericolose. Il 40 per cento riporta lesioni dovute al viaggio: fratture, lesioni ulcerate, esisti traumatici. “Il 9 maggio – spiega l’associazione - consci che fosse necessario l’aiuto concertato delle istituzioni e di più associazioni, abbiamo indetto una riunione presso il VII Municipio di Roma, rivolta a chi in questi anni si era già reso disponibile ad aiutare Selam; hanno partecipato le associazioni del territorio romano, enti ecclesiastici e la rappresentanza del municipio. E’ stata avviata una raccolta di beni di prima necessità.  A questo appello hanno risposto in molti e grazie all’impegno di tutti si sta fronteggiando l’emergenza”.

Ad oggi sono state spurgate le fogne ed è stato allestito un container con 8 docce e un wc (prima assenti nel sotterraneo), sono stati donati 8000 euro di tubi, sanitari e scarichi per sistemare i bagni, sono stati regalati anche molti medicinali tra cui quelli per trattare la scabbia, molto costosi, e poi vestiti, biancheria, saponi asciugamani, spazzolini, dentifrici, lenzuola e materassi. L’Ama ha ritirato tutta l’immondizia del palazzo riempiendo ben 18 container e ogni giorno uno nuovo viene posizionato nel palazzo e svuotato la sera. Sono stati trovati i fondi per bonificare il garage e per sistemarvi delle nuove brande lavabili e per pulire e sistemare la stanza in cui si fa attività ambulatoriale. “E’ la prima volta in 8 anni che si fa qualcosa per Selam ma a farlo solo volontari, associazioni, enti religiosi, assenti come sempre le grandi istituzioni della capitale che non si fanno carico della situazione anche se adeguatamente informati – conclude Cittadini del mondo - E per gli abitanti di Selam, vecchi e nuovi, i diritti passano ancora solo per il volontariato”.

 

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news