5 agosto 2022 ore: 11:10
Disabilità

"Storie di chi resta"/3. Il dolore è anche dei superstiti

di Antonella Patete
La rabbia dei familiari per una tragedia che si poteva evitare è uno dei sentimenti più diffusi quando si parla di morti bianche. Gli interventi dell’Inail per far fronte alle conseguenze dell’evento
Rinascita campi coltivati

ROMA - Difficilmente le cronache degli infortuni mortali sul lavoro parlano del dolore delle famiglie. C’è la tragedia, l’accertamento delle responsabilità, i processi. C’è il cordoglio per quelle vite interrotte nel luogo in cui ciascuno dovrebbe esprimere la propria dignità di essere umano. A volte emerge la rabbia dei familiari per una tragedia che si poteva evitare. Raramente o quasi mai si pensa al trauma e al dolore indelebile che accompagnerà la vita di chi resta. Ancora più raramente si pensa a coloro che potevano essere anch’essi tra le vittime di un evento fatale e, invece, si sono salvati.

Anche Riccardo può considerarsi un superstite. Nella primavera 2018 l’esplosione di un serbatoio dei Cantieri navali di Livorno è costata la vita a due suoi colleghi. Erano impegnati in un’operazione che avevano già fatto tante volte: lo svuotamento di una cisterna da un residuo di acetato di etile, un liquido altamente infiammabile. Riccardo è stato fortunato, si è salvato, ma la fortuna l’ha pagata a caro prezzo. «Quel 28 marzo la mia vita è cambiata per sempre», racconta. «Per un anno sono stato seguito dagli psichiatri, e ora assumo una serie di farmaci. Vado avanti perché devo, ho una moglie, una figlia e adesso anche un nipote. Ma una metà di me è morta quel giorno». Il giorno dell’incidente Riccardo era andato in mensa con i suoi colleghi, avevano pranzato insieme. Poi, mentre lavoravano, un boato e una fiammata alta 18 metri. «Sono riuscito a mettere il camion in sicurezza, si rischiava una reazione a catena. Poteva andare tutto a fuoco. Poi sono corso a vedere cosa era accaduto ai miei colleghi e li ho trovati morti. Ho rivisto il volto di mio padre, attendevo di morire anch’io».

Da quel giorno Riccardo non è più lo stesso, un concetto che ripete in continuazione. Un tuono lo fa sobbalzare, un rumore forte lo mette in crisi. «In seguito all’esplosione ho l’acufene, che mi accompagna sempre e non mi lascia mai», aggiunge. «Solo chi va in guerra può capire, ma i soldati almeno sono preparati, una persona come me non può superare tutto questo». Ma la cosa peggiore, forse, è il ricordo dei colleghi persi, un pensiero che si affaccia alla mente in ogni momento, specie quando, ogni mattina, varca il cancello dello stabilimento dove ancora lavora.

«Abbiamo attivato una consulenza psicologica sulla base del titolo IV della Circolare 61 del 2011», spiega Luisa Favilli, assistente sociale della Sede Inail di Livorno, che in questi mesi, per Riccardo, è stata, come lui stesso l’ha definita, «più di una sorella». Lei sa che, da quando soffre del disturbo post-traumatico da stress, Riccardo si sente una persona diversa. «I primi tempi parlavo da solo e ancora oggi mi prendono gli attacchi di panico», dice lui. «Ero un tipo solare, mi piaceva stare in compagnia, andavo alla scuola di ballo. Ora ho cambiato carattere, mi arrabbio facilmente, basta poco per cambiare umore. Una volta mi chiamavano il professore perché avevo quattro patenti e guidavo le cisterne come niente fosse, ora lavoro in magazzino, non potrei fare altro. L’unica cosa bella è che, alla fine dello scorso anno, sono diventato nonno, mio nipote mi ha dato una grande gioia». «Quando abbiamo incontrato Riccardo per la prima volta era smarrito», conferma Favilli. «Lo abbiamo aiutato con le varie pratiche, ma soprattutto lo abbiamo accolto e ascoltato. Anche questo fa parte del nostro lavoro, accogliere e ascoltare». Anzi forse è addirittura la parte più preziosa del lavoro svolto dalle assistenti sociali all’interno delle Sedi territoriali Inail.

(Questa inchiesta in tre parti è pubblicata sul numero di giugno di SuperAbile INAIL, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news