19 dicembre 2017 ore: 15:19
Non profit

Senza dimora: 500 volontari e tanto impegno. La Como solidale e poco visibile

Tanti i volontari che si stanno alternando ogni notte per gestire l'accoglienza straordinaria dei senza dimora all'interno del Centro cardinal Ferrari. In tutto circa 200 i posti letto. Paola Della Rosa: "È grazie ai volontari se ora in strada ci sono meno persone che bivaccano. La distribuzione di bevande calde non è fine a se stessa, ma serve a instaurare una relazione"
Senza dimora di spalle

MILANO - C'è anche una Como solidale, che ogni giorno, lontana dai riflettori, dedica tempo e impegno ai senza dimora, ai migranti, alle famiglie e agli anziani in difficoltà. Sono, per esempio, ben 500 i volontari che in questo periodo di freddo si stanno alternando ogni notte per gestire l'accoglienza straordinaria dei senza dimora all'interno del Centro cardinal Ferrari. In tutto 40 posti letto, ai quali se ne aggiungono altrettanti nelle tende riscaldate all'esterno destinate ai profughi transitanti o a chiunque altro sia arrivato da poco a Como. Si tratta di un'iniziativa nata grazie alla "Rete dei servizi per la grave marginalità di Como", di cui fanno parte il Comune e una decina associazioni ed enti: Caritas, Croce Rossa, Incroci, Asci don Guanella, Casa Vincenziana, City Angels, Gruppo Legàmi, Fondazione Somaschi e Lions Club Como. "In tutto per i senza dimora a Como ci sono attualmente circa 200 posti letto -sottolinea Paola Della Rosa, coordinatrice della Rete-. I 100 straordinari in occasione dell'inverno e altri 100 che durante tutto l'anno sono offerti dai diversi enti del terzo settore. Direi che sono sufficienti. Ci sono poi alcuni senza dimora che non vogliono andare nei dormitori. Ma comunque è proprio grazie ai volontari se ora in strada ci sono meno persone che bivaccano. Perché sono loro che convincono i senza dimora ad accettare l'accoglienza. La distribuzione in strada di bevande calde non è fine a se stessa, ma serve a instaurare una relazione, a creare un legame, ad accompagnare il senza dimora a intraprendere un percorso che lo faccia uscire da quella condizione". A Como ci sono anche alcune unità di strada che portano generi di conforto e coperte. La Rete ha anche avviato il progetto "Vicini di strada", con due operatori e alcuni volontari che girano per Como per intercettare chi vive in strada e offrire assistenza.

L'ordinanza, che vieta il bivacco nel centro della città e che di fatto impedisce anche alle associazioni di portare cibo e coperte ai senza dimora, ha un po' spiazzato le realtà del terzo settore che appartengono alla Rete dei servizi. Perché, può sembrare paradossale, ma di queste Rete fa parte anche il Comune. "Posso dire che fin dall'insediamento di questa giunta c'è sempre stato un dialogo franco e aperto -aggiunge Paola Della Rosa-, con una grande disponibilità della vicesindaca all'ascolto che abbiamo apprezzato fin dall'inizio". Rimane però il problema ora di un'ordinanza che caccia i senza dimora per tutelare, sotto Natale, per tutelare "la vivibilità e il decoro del centro urbano". "I volontari vanno in strada per creare relazioni con i poveri -aggiunge-. E questa è una cosa che nessuna ordinanza può vietare. Penso che come terzo settore dobbiamo contribuire a far riflettere tutti su cosa è la povertà. Dobbiamo dialogare anche con quella parte della cittadinanza che vuole questa ordinanza, perché la povertà riguarda tutti e ognuno deve interrogarsi su cosa si può fare per aiutare chi è in difficoltà. Occorre infine saper distinguere i casi. Perché un conto è chi gestisce il racket dell'elemosina e va perseguito, un conto è chi è vittima di questo racket. E poi ci sono tanti senza dimora che non fanno parte di nessun racket, li conosciamo tutti da anni. E hanno bisogno solo di vicinanza e aiuto". (dp) 

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