25 agosto 2015 ore: 15:14
Non profit

Senza dimora, chiuso il contratto con il comune: operatori diventano volontari

Gli operatori dell’Unità mobile di strada decidono di proseguire il servizio per non lasciare soli gli utenti. Circa un migliaio quelli seguiti su un totale di 2.600 persone che vivono per strada a Napoli
Senza dimora a Napoli

NAPOLI – A Napoli termina il contratto tra il comune di Napoli e l’associazione costituita dalla cooperativa sociale Il Camper e il gruppo di imprese sociali Gesco per il servizio rivolto ai senza dimora della città, e gli operatori sociali diventano “volontari”. Una scena già vista: scaduti i termini contrattuali per l’erogazione dello storico “servizio dell’Unità mobile di pronto intervento sociale e del centro S. Buglione”, i soci della cooperativa sociale e gli altri operatori coinvolti decidono di continuare a prestare la loro opera a titolo gratuito per non lasciare le persone più fragili senza riferimenti, a maggior ragione in un periodo particolare dell’anno come questo. Una decisione, peraltro, comunicata già ieri (24 agosto) a chi di dovere attraverso una lettera formale. 

Senza dimora a Napoli

“Soci e operatori della cooperativa – si legge nella missiva destinata al sindaco Luigi de Magistris e all’assessore al Welfare Roberta Gaeta - sono lieti di comunicare che intendono assicurare la continuità dei servizi, anche se in scala ridotta, per il tempo necessario al disbrigo delle procedure amministrative per il prossimo affidamento. Il motivo di questa scelta nasce dalla conoscenza delle situazioni e bisogni individuali delle singole persone che costituiscono il popolo dei senza dimora e dalla consapevolezza che sospendere i servizi a loro dedicati comporterebbe la perdita per loro di quell’unico riferimento certo di cui possono disporre. E ‘loro’, i senza dimora presenti a Napoli, non sono pochi!”.

Stando ai dati raccolti dall’osservatorio di chi gestisce il servizio, sono circa 2.600 le persone che vivono per strada e che risultano in qualche modo “registrate”. Un migliaio di queste sono “prese in carico”, ossia persone impegnate in percorsi di cittadinanza verso l’emancipazione.

Il Camper rende anche noto che la media mensile dei contatti, cioè degli utenti che afferiscono ai servizi in un mese, è di oltre mille. Esattamente 380 vengono intercettati attraverso l’Unità mobile di strada, ovvero il camper che gira di giorno e di notte fornendo beni di prima necessità, prestando interventi di urgenza e avviando, per chi voglia, un percorso di recupero e di reinserimento sociale; invece sono 627 quelli si rivolgono al centro Buglione, che offre servizi a bassa soglia e costituisce il coordinamento delle attività. “La completa sospensione – conclude la lettera firmata dai soci e dagli operatori della coop - potrebbe comportare per l’utenza nuove perdite, nuove delusioni, nuove e più acute disperazioni”. Dunque si continua: il servizio itinerante sarà attivo per due turni settimanali utilizzando veicoli propri, mentre il centro rimarrà aperto per tre turni alla settimana.

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