23 ottobre 2020 ore: 16:53
Società

Senza dimora e coprifuoco: “Non facciamoli sentire ancora più soli”

di Dario Paladini
La prima notte dopo l'ordinanza della Regione Lombardia vista dalle unità di strada che si occupano di senza dimora. ““Molte delle persone che abbiamo incontrato ieri sera non sapevano neanche dell'ordinanza della Regione”
senza diora cri

MILANO - “Oggi è ancora più importante non farli sentire soli in una città che dopo le 23 si spegne”: Ulderico Maggi della Comunità di Sant'Egidio spiega così il senso del loro impegno quotidiano per i senza dimora di Milano durante la pandemia. Come le altre unità di strada, anche quella di Sant'Egidio continuerà il suo lavoro nei prossimi giorni e settimane di coprifuoco (con le ovvie e necessarie autorizzazioni). “Chi vive in strada sentirà ancora di più la solitudine -aggiunge-. Anche durante il lockdown hanno sofferto molto. Inoltre la città deserta può fare paura”.

“Molte delle persone che abbiamo incontrato ieri sera non sapevano neanche dell'ordinanza della Regione Lombardia -sottolinea Davide Parisi, referente delle Unità di strada del Comitato di Milano della Croce Rossa Italiana-. C'è chi una specie di casa ce l'ha, magari una cantina o una soffitta, e di fatto vive sempre in strada perché è lì che può incontrare qualcuno. Anche con noi hanno una sorta di appuntamento fisso. Per chi invece la strada è anche il luogo in cui dormire, l'unica soluzione per ora è starsene sul proprio giacilio dopo le 23, nella speranza di evitare eventuali multe”.

“L'unità che è uscita ieri si occupa soprattutto di educativa di strada -continua Davide Parisi-. Cerchiamo quindi di creare un rapporto con le persone. E spesso abbiamo a che fare con anziani soli, che vivono in condizioni precarie e per i quali la strada è l'unico modo per avere relazioni. Visto che per le 23 ora dovranno essere tutti nelle loro pur povere case, vedremo di anticipare i nostri giri, così da poterli incontrare prima”.

Comune di Milano e terzo settore in questi mesi hanno cercato di tenere aperti i servizi essenziali per chi vive in strada. E in vista del Piano Antifreddo verranno aumentati i posti letto nei dormitori. Ma a volte non basta. “Il Covid-19 ha aumentato le disparità -conclude Ulderico Maggi-. Chi era già prima ai margini, rischia di essere ancora più emarginato”.

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