10 dicembre 2015 ore: 12:54
Economia

Senza dimora, in Italia 229 unità di strada forniscono "servizi itineranti"

Indagine Istat. La regione col più alto numero di questi servizi è il Lazio, con 49 unità di cui praticamente tutte (48) operanti a Roma. Seguono Lombardia e Piemonte. Ma solo il 7,4 per cento delle unità di strada sono attive tutti i giorni
Emergenza freddo, senza dimora su panchina con neve

ROMA - Sono 229 le unità di strada che aiutano i senza dimora fornendo “servizi itineranti” nei luoghi frequentati dalle persone in difficoltà nei 158 comuni italiani oggetto dell’indagine condotta dall’Istat sulle persone senza dimora presentata oggi a Roma nella sede del Cnel. Il dato per la prima volta inquadra il ruolo di uno dei servizi esistenti ma che “non sono del tutto assimilabili a quelli forniti dagli operatori delle mense e delle accoglienze notturne”. Secondo i dati raccolti, un terzo delle unità di strada opera nel Nord Ovest, il 19,7 per cento nel Nord Est, mentre il 27,5 nel Centro Italia. Più basse le percentuali al sud, dove operano il 6 per cento delle unità, mentre nelle isole si arriva al 13,5 per cento. La regione col più alto numero di questi servizi è il Lazio, con 49 unità di cui praticamente tutte (48) operanti a Roma. Seguono Lombardia e Piemonte, ma anche in questi due casi sono i capoluoghi ad essere maggiormente interessati dalla presenza delle unità di strada. Complessivamente, quindi, poco più di una unità di strada su sei opera in un’area metropolitana, solo un terzo sono quelle attive nei comuni più piccoli. 

Più di sette unità su dieci, inoltre, sono attive tutto l’anno. Il 18 per cento, inoltre, sono attive per almeno sette mesi. Tuttavia, c’è da considerare che quasi metà di questi servizi opera solo un giorno a settimana, un terzo per un massimo di tre giorni. Il 13,5 per cento, infine, sono attive per quattro o sei giorni a settimana. Solo il 7,4 per cento delle unità di strada sono attive tutti i giorni. Le attività delle unità, inoltre, si concentra generalmente nelle ore serali o notturne: sono circa 6 unità su dieci. Tre su dieci sono attive nel pomeriggio. Una su dieci al mattino. 

Per quanto riguarda gli aspetti economici, la rilevazione spiega come siano 82 (circa il 35 per cento) quelle che possono contare sul sostegno economico della Chiesa o di altre organizzazioni religiose. Per un quarto di loro la fonte prevalente sono le risorse pubbliche. Infine un restante 28 per cento di unità può contare su donazioni. Quasi la metà, infine, si occupa di rispondere alle esigenze primarie e immediate dei senza dimora, come la distribuzione di coperte, bevande calde e altri generi di prima necessità. Il 38, 4 per cento, inoltre, fornisce anche supporto relazionale come azione prevalente. Un 6,6 per cento, tra le attività hanno anche una mappatura del territorio. Oltre la metà delle unità di strada, infine, ha contatti stretti con gli ospedali, mentre oltre i due terzi hanno contatti con i servizi sociali. Quasi la metà delle unità collabora anche con ambulatori e servizi territoriali per le tossicodipendenze.

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