18 agosto 2014 ore: 14:34
Economia

Senzatetto, il comune di Bologna punta sull’housing first

Quattro alloggi che diventeranno 10 nel 2015 per senza dimora, persone senza casa o che vivono in sistemazioni inadeguate. Previsti accompagnamento sociale e sostegno psicologico. Si chiama ‘Housing First – Co.Bo’ e sarà gestito con un partner del Terzo Settore scelto tramite istruttoria pubblica. Domande entro il 26 agosto
Housing First. comune di Bologna

BOLOGNA - Il Comune di Bologna sperimenta l’housing first come strumento per superare l’homelessness e la marginalità sociale. Il progetto si chiama ‘Housing First – Co.Bo’ e mette a disposizione da subito 4 alloggi di proprietà del Comune o di Asp Irides (una in via Bandi, una in via Casini e 2 in via don Minzoni) che diventeranno 10 entro l’anno prossimo (aprendo eventualmente al mercato privato). L’obiettivo? Riuscire a inserire in una casa 50 persone entro il 2015. Le abitazioni saranno gestite dall’amministrazione (che mette a disposizione 334 mila euro per il biennio 2014-2015) in coprogettazione con un soggetto del Terzo settore scelto tramite un’istruttoria pubblica (domande entro il 26 agosto).

Il progetto è volto all’inserimento stabile in un’abitazione di persone che vivono in strada e che ricorrono a strutture di accoglienza notturne, persone senza casa, ospiti di dormitori, di strutture per richiedenti asilo, rifugiati, persone che vivono in sistemazioni non garantite, a rischio di violenza domestica o che rischiano di perdere la casa, persone che vivono in abitazioni inadeguate. Per loro il progetto ‘Housing First – Co.Bo’ prevede anche accompagnamento sociale e sostegno psicologico da parte di un’equipe multiprofessionale che le affiancherà nella conduzione e nel mantenimento degli appartamenti, facilitando la loro integrazione nella comunità. Chi può pagherà un affitto (non più del 30% del reddito), mentre per chi non ne ha la possibilità sarà il Servizio che ha in carico la persone a provvedere al pagamento.

Nato nei primi anni Novanta negli Stati Uniti, il modello di intervento dell’housing first prevede l’inserimento in abitazioni autonome di persone che si trovano in condizioni di grave marginalità con l’obiettivo di offrire loro un’opportunità e la responsabilità di una casa. A Bologna il modello è già attivo dal 2013 grazie al progetto ‘Tutti a casa’ dell’associazione Amici di Piazza Grande che a oggi  gestisce più di 20 appartamenti in città e che in un anno e mezzo ha inserito 44 adulti e 24 famiglie. (lp)

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