10 marzo 2015 ore: 12:04
Economia

Servizi in cambio di cibo: funziona la solidarietà "smart" a Torino

Sei persone senza dimora assunte e due in attesa. 60 famiglie che ricevono sporte alimentari e ricambiano con attività utili. Tre mercati partiti, tre in attesa e un nuovo progetto anticrisi al via: a 18 mesi l'iniziativa "Fa Bene" di Liberitutti e Caritas collabora l'amministrazione comunale
Cibo in frigorifero

ROMA - Dall'aiuto nel riordino della ludoteca, alla pulizia dell'area del bike pride, dal trasloco per un anziano in una casa popolare alla collaborazione nella festa della circoscrizione: il progetto "Fa Bene" realizzato dalla cooperativa Liberi Tutti con il sostegno della Caritas in tre mercati rionali di Torino che prevede "restituzioni" in servizi per per la collettività in cambio di pacchi alimentari, ha ottenuto il sostegno dell'assessore alle Politiche per l'ambiente e lo sviluppo tecnologica Enzo Lavolta che pensa di candidarlo tra le iniziative che rendono il capoluogo piemontese "Smart city".

L'iniziativa, nata 18 mesi fa con un finanziamento della Caritas di 25mila euro dei fondi dell'8xmille, prevede la raccolta di cibo già pagato nei mercati rionali e la loro distribuzione a famiglie bisognose in cambio della loro disponibilità a fornire "restituzioni", ovvero di offrire il proprio tempo per attività a favore delle collettività. "Le restituzioni vengono concordate durante i "pranzi della restituzione" - tenuti periodicamente in locali delle circostrizioni - in cui le famiglie beneficiarie dei pacchi alimentari portano qualcosa cucinato da loro", spiega Deana Balzarino della cooperativa Liberitutti che ha ideato l'iniziativa. Le restituzioni consistono in piccoli lavori che anche persone con basso livello di istruzione possono svolgere e vanno a beneficio dell'amministrazione e di associazioni del territorio. Il progetto è oggi attivo in tre mercati rionali di Torino (via Foroni, corso Svizzera e corso Chieti) e altri tre sono in partenza: "Anche se prendiamo il tempo necessario, perchè è importante organizzare bene il sistema delle restituzioni", sottolinea Balzarino.

"Alcune persone coinvolte nelle restituzioni ora sono uscite dal programma avendo trovato lavoro - spiega la responsabile di Liberitutti – grazie al fatto che il progetto ha avuto la capacità di appassionare delle persone che si sono sentiti capaci e utili". L'iniziativa è un'occasione per far riprendere un'attività lavorativa anche a chi da lungo tempo non ne svolge alcuna: ad occuparsi della raccolta, della logistica e della suddivisione e distribuzione dei pacchi alimentari sono infatti sei persone senza fissa dimora oppure disoccupate di lungo periodo. A breve questi operatori aumenteranno e diventeranno otto. In vista c'è anche un ulteriore allargamento di "Fa Bene" con un nuovo servizio di inserimento lavorativo per attività innovative nei mercati, sempre con l'obiettivo di "creare comunità".

"Il progetto collega ambiente, solidarietà, e la creatività delle persone nel territorio - afferma Tiziana Ciampolini della Caritas - permette di tessere relazioni che non costano e producono benessere ambientale". Con questo progetto, che oggi ha anche il sostegno economico della Compagnia di San Paolo, la Caritas affronta il problema delle nuove forme di povertà: "Non basta un pacco spesa alle famiglie senza lavoro". (lj)

 

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