6 aprile 2016 ore: 16:19
Non profit

Servizio civile, "agricoltura sociale reale sbocco lavorativo per i giovani"

Positivo il commento della Confederazione italiana agricoltori all'accordo per l'avvio di mille ragazzi: "Un vantaggio per tutto il sistema". Caritas: "Garantire che ci sia una reale partnership sul territorio"
Campagna, agricoltura, Orto generico

ROMA - “Vediamo con molto favore un accordo di questo tipo”, dice Alessandro Mastrocinque, vicepresidente nazionale della CIA-Confederazione Italiana Agricoltori, alla notizia della stipula dell’intesa-quadro tra il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, e il sottosegretario del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Luigi Bobba, per il progetto cofinanziato di impegno di mille giovani del servizio civile nazionale in esperienze di agricoltura sociale.

“Abbiamo molto lavorato perché la legge sull’agricoltura sociale arrivasse in porto - ricorda Mastrocinque -, è un settore in espansione, e l’arrivo di questi volontari in servizio civile, che porteranno una mentalità nuova e più giovane, non può che essere un vantaggio per tutto il sistema”. “Inoltre – prosegue –, anche se la legge è entrata in vigore da poco, con i suoi 4.000 addetti, oltre mille progetti già presentati e un impatto economico di oltre 200milioni di euro il settore dell’Agricoltura sociale è in costante crescita e può ulteriormente migliorare. E’ molto utile per i giovani avvicinarsi a questo mondo, tanto più per quelli che sono disoccupati e ricadono nelle categorie dei NEET, perché potrebbe essere una reale strada per uno sbocco lavorativo”.

Anche per questo, il Vicepresidente della CIA rilancia: “Sarebbe importante se questa sperimentazione continuasse in futuro, che non sia insomma un’esperienza spot di un anno”, perché “potrebbe essere una strada concreta per realizzare appieno la nuova legge sull’Agricoltura sociale, garantire tramite il suo rafforzamento la tutela dei diritti di molti soggetti svantaggiati, e permettere a sempre più giovani di conoscere il mondo dell’agricoltura, con tutti i suoi vantaggi formativi e professionali”.

Un commento favorevole, ma con alcuni distinguo, arriva anche da Diego Cipriani, Capo ufficio servizio civile di Caritas Italiana.“Ben venga un accordo di questo tipo se serve ad incrementare il numero di giovani non solo in ambito sociale, ma anche in un settore come quello agricolo/ambientale che da sempre è la ‘cenerentola’ del servizio civile”, dice Cipriani, che ricorda come l’uscita negli anni scorsi dal sistema di enti come WWF ed Italia Nostra abbia ridotto ulteriormente l’offerta di progetti in questi ambiti. Nel 2014, secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, appena il 3% di tutti i volontari in servizio civile, ossia poco più di 400 giovani, erano attivi in progetti nel Settore dell’Ambiente.

Per Cipriani tuttavia questi accordi tra Ministeri, già sperimentato in questi mesi sempre con l’utilizzo di fondi legati a Garanzia Giovani, hanno dimostrato di non raccogliere l’interesse sperato da parte degli enti, come ad esempio quelli recenti con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il Ministero dell’Interno, con il Ministero dei beni culturali e del turismo e con l’Autorità nazionale anti corruzione. “Sarebbe necessario coinvolgere maggiormente i soggetti attuatori del servizio civile fin dall’inizio del processo, non solo in fase progettuale – conclude il Capo ufficio servizio civile di Caritas Italiana -, anche per garantire che ci sia una reale partnership sul territorio per valorizzare al meglio l’impegno dei giovani volontari, tanto più di quelli svantaggiati”. (FSp) 

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