15 gennaio 2019 ore: 12:30
Non profit

Servizio civile al via per 18 mila giovani: più tutele per studenti e madri

Vanno ad aggiungersi ai 10 mila già entrati in servizio l'11 dicembre scorso. Palazzini (Arci servizio civile): “Intanto continua il dialogo con il governo affinché si reperiscano i 100 milioni di euro mancanti al fondo nazionale". Ieri la firma del Decreto che introduce novità a tutela dei volontari
Servizio civile, giovani con mani sovrapposte SITO NUOVO

ROMA - Sono circa 18 mila i volontari in servizio civile, relativi all’ultimo Bando nazionale dello scorso 20 agosto, che iniziano oggi i loro progetti, aggiungendosi ai 10 mila già entrati in servizio l’11 dicembre scorso. Tra di essi ben 2.200 saranno impegnati da oggi con Arci Servizio Civile (ASC), nella realizzazione di 340 progetti in 966 sedi di attuazione, distribuite su 87 province italiane e in Belgio, Mozambico e Myanmar. 

“Attraverso i progetti – segnala in una nota stampa ASC - i giovani vivranno le sfide di attività che spaziano dal coinvolgimento con i bambini, i giovani, gli anziani, all’inserimento nei musei e nelle biblioteche; dal sostegno alle donne oggetto di violenza all’accoglienza dei migranti, dalla presenza nei luoghi della cura (case di riposo, residenze assistite) alle attività artistiche e di centri di aggregazione giovanile; e ancora la conoscenza della memoria del nostro Paese che si intreccia con la sua tutela, attraverso azioni di protezione civile e di tutela e promozione dell’ambiente”. “Un'offerta di esperienze così estesa rende l'esperienza del Servizio Civile Nazionale unica rispetto ad altre esperienze pubbliche proposte ai giovani e risponde sia alle molteplici esigenze sociali dei territori che alle diverse aspettative dei giovani. Questa varietà trova nella formazione generale e nelle attività comuni il suo momento unificante”, aggiunge ASC. 

Il Presidente di ASC, Licio Palazzini, esprime “soddisfazione per un risultato importante per tutto il Servizio civile, come l’avvio in un solo giorno di oltre 18 mila giovani, ma anche per Arci Servizio Civile. La partenza infatti dei nostri 2.200 volontari è un traguardo significativo per noi e una responsabilità che ci prendiamo volentieri”. “Per il futuro – prosegue Palazzini – continua il dialogo con il Governo affinché si reperiscano i 100 milioni di euro mancanti al fondo nazionale del servizio civile, cosicché anche il prossimo anno siano garantiti i 53mila volontari dell’ultimo bando, e perché si riconosca sempre più il ruolo sussidiario svolto dagli enti, che contribuiscono in maniera fondamentale all’intero sistema e di fatto lo cofinanziano”. 

Intanto in vista di questi avvii è stato firmato ieri dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Vincenzo Spadafora, il Decreto che introduce le nuove “Disposizioni concernenti la disciplina dei rapporti tra enti e operatori volontari del servizio civile universale”. Le nuove regole, in vigore da oggi e che varranno anche per i volontari già avviati il mese scorso (il Dipartimento sta lavorando ad una soluzione “tecnica” in questo senso), sostituiscono quelle precedenti del 2015 ed introducono alcune novità migliorative previste dal decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40 “in particolare – spiega il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale - con riferimento alla possibile diversa durata e articolazione oraria dei progetti di servizio civile, e si ispira ai principi di semplificazione e trasparenza dell'azione amministrativa, al fine di rendere più chiara e maggiormente efficace la gestione del rapporto tra enti e volontari del servizio civile”.

“Tra le novità più importanti che riguardano i giovani – aggiunge il Dipartimento -, si segnalano le maggiori tutele introdotte per i volontari sul tema della maternità e sulle coperture assicurative, sia per il servizio ordinario sia in caso di impiego straordinario in emergenze di protezione civile o missioni umanitarie. È stato inoltre ampliato il novero di permessi straordinari (che si aggiungono agli ordinari) da considerare come giorni di servizio effettivo e quindi retribuiti, prevedendo ad esempio le assenze giustificate in caso di donazione di midollo o organi, di eventi luttuosi, di esami universitari. Sono stati anche previsti tre giorni al mese nel caso in cui l’operatore volontario sia disabile. Anche la partecipazione dei rappresentanti nazionali e regionali e dei delegati regionali alle riunioni della Consulta nazionale per il servizio civile e alle assemblee regionali viene considerata a tutti gli effetti servizio svolto, contrariamente a quanto avveniva in passato”.

Per la Rappresentanza nazionale dei volontari si tratta di “un grande passo in avanti”. “Un testo più chiaro, più completo, più vicino ai volontari, che invitiamo vivamente a leggere attentamente ogni disposizione: sono loro i primi a garantire un servizio regolare e di qualità. Ricordiamo due punti a noi particolarmente a cuore: tutela dei volontari-studenti e delle giovani madri in servizio. Ai primi permessi extra per sostenere gli esami, tenuti fino ad oggi ad utilizzare i pochi giorni di permesso a disposizione, ai secondi ore di riposo per dedicarsi al proprio figlio in fasce”, scrivono in una nota sulla pagina Facebook ufficiale i 4 Rappresentanti nazionali. “Certamente – proseguono - non è un punto di arrivo, considerando che non esiste solo la formazione universitaria e che alle volontarie in maternità viene ridotto il già misero assegno mensile di 1/3, togliendo a giovani madri (disoccupate) poche centinaia di euro, per un risparmio insignificante. Abbiamo particolarmente insistito su questi punti e continueremo a farlo nell'ottica di considerare la tutela del diritto studio e alla maternità un interesse pubblica prima che privato”. 

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